Il tempo dei Nuovi Eroi

Entro il 2030, stando alle stime di PwC, l'Artificial Intelligence contribuirà al Pil mondiale per circa 16 trilioni di dollari. Questo in virtù del fatto che rispetto all'essere umano, è veloce, precisa, può lavorare 24 ore su 24 senza subire alterazioni o ripercussioni di alcun genere e, ovviamente, non si lamenta. Una tecnologia di tale portata può essere utilizzata con notevoli vantaggi economici in moltissimi campi: è un dono - di sicuro - ma che ci sta mettendo di fronte a una serie di sfide. La più importante è quella dell'impatto sull'occupazione e questo mi fa venire in mente San Francisco: considerata la città del futuro, negli ultimi due decenni ha attratto un gran numero di persone alla ricerca di un'opportunità proveniente da ogni parte del mondo, tendenzialmente con un'ottima preparazione e grandi prospettive di carriera. Già nei primi anni Novanta, quando ci vivevo, si percepiva forte questo flusso di benessere in grado, quasi, di spazzare via la normalità. Ma questa normalità sta spazzando via anche le persone: dalle case - che i proprietari preferiscono dare a affittuari super pagati dalle loro aziende - e dalle aziende stesse che tagliano con facilità posti di lavoro. Da normale cittadino che eri fino a ieri, oggi a San Francisco rischi di diventare un senzatetto. E questo è ormai considerato normale.

Quando passavo davanti all'ingresso dell'enorme palazzo del quartier generale di Salesforce osservavo le decine di senzatetto lungo le strade e percepivo una sensazione paradossale, il contrasto tra la piccolezza di un uomo oramai ridotto in assoluta povertà e la grandezza del palazzo di un'azienda vincente. Già allora mi chiedevo se un sistema così potesse reggere. E mi chiedo se può reggere oggi, dove in pochi chilometri quadrati sono racchiusi migliaia di uomini che stanno scrivendo il futuro tramite le tecnologie più avanzate, ma dove tutta questa spinta sta drenando le risorse di quelli che sono rimasti ai piedi di quei palazzi. Io non ho una soluzione per il problema, ma ho una soluzione affinché la normalizzazione del problema non diventi irreversibile. A chi nelle aziende è chiamato a determinare un orientamento ecco dunque il compito: r-innovarsi per innovare.

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