Nel secondo turno degli Australian Open, il campionissimo serbo Novak Djokovic ha battuto nettamente (6-3, 6-3, 6-2) la sorpresa italiana che aveva vinto la sua gara d'esordio due giorni fa, ovvero Francesco Maestrelli, ma stavolta il risultato del campo passa in secondo piano rispetto a una rivelazione che Nole ha fatto ai cronisti dopo la gara.
Cosa fa Djokovic a Melbourne
Il 38enne serbo, infatti, da molti anni ormai ha un "amico" molto speciale in Australia che abbraccia spesso e volentieri: un albero di fico che va ad abbracciare molto spesso nel corso del suo soggiorno australiano. Nella consueta intervista, infatti, ha spiegato di avere un'insolita tradizione pre-torneo che coinvolge quello che ha definito il suo "più vecchio amico di Melbourne. Abbiamo un'amicizia che dura da oltre 20 anni". Il fico brasiliano si trova nei giardini botanici della città. "È sempre stato qui per curare le mie ferite, per farmi compagnia quando non volevo la compagnia di nessun altro", ha spiegato Djokovic riferendosi all'albero che visita prima di ogni Australian Open da ormai due decenni.
Il rapporto con la natura
Il serbo ha elogiato gli spazi verdi di Melbourne definendo i giardini botanici "di gran lunga il mio posto preferito" e descrivendoli come tra i parchi urbani più belli che abbia mai visto al mondo. "È una connessione meravigliosa. La natura è un'alleata così potente che a volte ce ne dimentichiamo in questa vita frenetica", ha aggiunto. Purtroppo non c'è nessuna foto recente che ritrae Djokovic all'albero per motivi di privacy ma sul suo particolare amico ha poi detto che "quest'albero è qui da molto tempo, molto più a lungo di chiunque di noi. Immaginate quanta energia e saggezza ha".
Il pensiero alla famiglia
Oltre all'albero di fico, però, Djokovic tiene molto ai suoi valori familiari come ha sottolineato dopo la vittoria a Melbourne. "I bambini stanno dormendo. C'è qualcosa di più importante per loro: la scuola, i compiti. Ma non c'è niente di meglio del supporto della mia famiglia. Uno dei miei obiettivi era giocare abbastanza a lungo per permettere ai miei figli di crescere e realizzare cosa stava accadendo, cosa faceva il loro padre. Mi sento fortunato a sperimentare questa sensazione, non potrei essere più felice del fatto che siano stati in tribuna per vedere alcuni dei miei match più importanti degli ultimi anni", ha dichiarato, spiegando che quest'anno non sono riusciti a seguirlo nella trasferta australiana.
"Ovviamente, adesso la mia vita è centrata su di loro. Mio figlio avrebbe voluto venire, ma cerca di fare di tutto per saltare la scuola: comprensibile anche perché ama il tennis e ama suo papà. Ma anche se non ci sono loro stanno sempre nel mio cuore".