Una foto in bianco e nero per manifestare il suo stato d’animo: il numero due del tennis mondiale, lo spagnolo Carlos Alcaraz, ha comunicato la rinuncia non soltanto agli Internazionali di Roma in programma nelle prime due settimane di maggio ma anche e soprattutto al Roland Garros, il torneo dello Slam sulla terra rossa parigina. L’infortunio al polso che lo ha costretto al ritiro dall’Atp di Barcellona, dunque, è di una certa gravità e va trattato con le tempistiche necessarie.
L’amarezza di Alcaraz
“Dopo i risultati dei test effettuati oggi, abbiamo deciso che la cosa più prudente da fare è essere cauti e non partecipare a Roma e al Roland Garros, in attesa di valutare la situazione e stabilire quando potremo tornare in campo. Questo è un momento difficile per me, ma sono sicuro che ne usciremo più forti”, scrive lo spagnolo sui propri canali social.
Il problema al polso
Che fosse qualcosa di serio si era già visto nei giorni scorsi quando Carlos ha partecipato ai Laureus Awards di Madrid con un vistoso tutore al braccio. Tutto è iniziato nella gara di primo turno del torneo di Barcellona con la vittoria contro il finlandese Otto Virtanen nonostante già in gara avesse accusato dei problemi. E in effetti, che fosse qualcosa da attenzionare, si è capito per la rinuncia al secondo turno e il definitivo ritiro dal torneo spagnolo.
SI sperava che la situazione fosse meno grave del previsto ma così non è: assoluto riposo, adesso, per tornare più forte di prima. Il tennis è uno degli sport più “nobili” al mondo dove gli stessi protagonisti sono sinceramente dispiaciuti se un collega non può competere ma certamente, adesso, Jannik Sinner ha una ghiotta occasione per poter vincere, per la prima volta, non soltanto gli Internazionali di Roma ma anche il Roland Garros.
Conoscendo il carattere di Sinner, è ipotizzabile un chiaro e sincero dispiacere per un avversario che, fuori dal campo, è anche un amico. Il tennis mondiale non è formato soltanto da loro due, è ovvio: da Zverev a Djokovic, da Shelton ad Auger-Aliassime a Fritz e de Minaur senza dimenticare, logicamente, Medvedev e Musetti, per parlare dei primi dieci del mondo.
Se tutti loro, da un lato, hanno un avversario in meno per provare a conquistare i titoli più importanti sulla terra rossa, dall’altro non sarà la stessa cosa senza lo spagnolo che è considerato, a ragion veduta, il più forte tennista al mondo su questa superficie.