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"Come animali in gabbia", "Telecamere ovunque", bufera sugli Australian Open: rivolta dei tennisti

Coco Gauff spacca la racchetta nei corridoi per non mostrarsi al pubblico ma finisce online in un filmato virale: le parole di Pegula, Swiatek e Djokovic

"Come animali in gabbia", "Telecamere ovunque", bufera sugli Australian Open: rivolta dei tennisti
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In realtà si tratta di un problema già portato all'attenzione dagli atleti che affrontano in Australia il primo Slam dell'anno, ma invece di migliorare la situazione pare ulteriormente peggiorata fino a diventare insostenibile, così tanto da portare numerosi esponenti del tennis mondiale a lamentarsi davanti ai microfoni per mandare un messaggio chiaro all'organizzazione del torneo: l'intera area in cui si svolgono gli Australian Open, e non solo il terreno di gioco o la zona del tunnel che imboccano i giocatori prima di scendere in campo, è letteralmente disseminata di telecamere.

Il caso Gauff

Non c'è possibilità di avere un angolo di pace, un attimo per uscire dai riflettori, riposare o sfogare la propria rabbia o frustrazione, è come vivere costantemente sotto controllo: questo il senso delle lamentele dei tennisti, uomini e donne, che hanno lanciato l'allarme nel corso delle interviste rilasciate durante gli Australian Open. A scoperchiare il vaso di Pandora sono state le immagini di Coco Gauff, uscita ai quarti di finale del tabellone femminile per mano di Elina Svitolina in un incontro senza storia col risultato di 1-6, 2-6 arrivato in meno di un'ora di gioco.

La vincitrice del Roland Garros 2025 è riuscita a trattenere la grande rabbia per un match non all'altezza della sua fama davanti al pubblico, ma quando ha imboccato il tunnel per rientrare verso gli spogliatoi si è lasciata andare a un gesto che in teoria sarebbe dovuto rimanere "dietro le quinte", distruggendo la propria racchetta a terra nella certezza di non essere ripresa. Così non è stato, e le immagini di quello sfogo sono diventate virali sui social, facendo riemergere un problema che ha scatenato una vera e propria bufera sugli organizzatori dello Slam australiano.

L'attacco dei protagonisti

Tra le prime a lamentarsi l'ex numero 1 al mondo Iga Swiatek, sconfitta da Elena Rybaina ai quarti di finale. "La domanda è: siamo tennisti? O siamo animali allo zoo? Che vengono filmati anche mentre fanno i loro bisogni", ha ironizzato la tennista polacca. "Ovviamente sto esagerando, ma sarebbe bello avere un po' di privacy e non essere sempre osservati. Sarebbe bello avere un po' di spazio per sé, senza che tutto il mondo ti guardi". Ci sono alcuni tornei in cui è impossibile e sei costantemente osservato", ha aggiunto Iga, "non credo che dovrebbe essere così perché siamo tennisti. Dovremmo essere osservati in campo e dalla stampa. Questo è il nostro lavoro. Non è nostro compito essere un meme quando dimentichi l'accredito. È divertente, di sicuro. La gente ha qualcosa di cui parlare. Per noi, non credo sia necessario".

A rincarare la dose, citando proprio il caso di Coco Gauff, è stata la connazionale Jessica Pegula."Non sono una fan delle telecamere. L'ho visto ieri sera e mi sono detta: pfff, sul serio... Era lo stesso quando Aryna ha perso la finale degli US Open 2023. Mi chiedevo: non si può semplicemente lasciare che le giocatrici abbiano un momento per sé?", domanda la tennista, ricordando la battaglia portata avanti evidentemente invano dalla collega e vincitrice dell'edizione 2025 degli AO Madison Keys in qualità di membro del consiglio delle giocatrici.

"Credo che abbiano finito per mettere dei cartelli per avvisare che c'erano telecamere, ma quest'anno, ho l'impressione che sia ancora peggio. Puoi essere in palestra e ritrovarti filmata mentre arrivi sul sito", aggiunge Pegula. "Ho visto immagini riprese in posti dove non sapevo nemmeno che ci fossero telecamere, in zone dove non immagini di essere osservata. Ce ne sono assolutamente ovunque, in ogni corridoio". Una situazione insostenibile e una chiara violazione della privacy, tanto che accade addirittura che le persone che vedono i filmati ripresi dalle telecamere facciano lo zoom per cercare di leggere il contenuto sullo schermo dei cellulari delle atlete. "Siamo già in televisione in campo. Entri all'interno, sei ancora in televisione. Letteralmente, gli unici momenti in cui non sei filmata sono quando vai a farti la doccia o in bagno", conclude la statunitense.

Chi pensa che siano solo le tenniste a lamentarsi si sbaglia. Anche il 24 volte campione Slam Novak Djokovic è intervenuto a gamba tesa sull'organizzazione. A chi gli chiedeva di commentare il caso Gauff, il serbo ha così replicato: "È triste non trovare un posto dove si possa essere al riparo da sguardi indiscreti per esprimere la propria frustrazione. Viviamo in una società in cui i contenuti sono re", spiega Nole.

"Faccio fatica a credere che questa tendenza si invertirà. Presto avremo telecamere nelle docce! Bisogna che finisca. Sentirsi costantemente spiato è terrificante; non si può più essere se stessi", conclude.

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