Sarà pure Checo, ma di certo non è muto. Per fare rumore, Sergio Perez non ha bisogno di accendere il motore della propria Cadillac, al debutto in Formula 1 come undicesima scuderia in griglia. Il pilota messicano prima di indossare di nuovo il casco, si toglie qualche sassolino dalle scarpe: dopo un anno lontano dal paddock, spartirà il box con Valtteri Bottas, senza rimpiangere quello Red Bull in cui ha trascorso i precedenti 4 Mondiali: due podi nel campionato piloti (‘22 e ‘23), quando a vincere quello piloti è stato il compagno Verstappen.
“Un vero inferno”, scatta subito Perez, senza paura di raccogliere lo sporco lungo la traiettoria delle proprie parole. Stare accanto a Max è “il peggior ruolo che ti possa capitare in Formula 1. Horner mi disse al nostro primo incontro che la macchina era costruita per Verstappen e che il team ne usava due solo perché lo imponeva il regolamento”. Difficile i risultati potessero arrivare. E infatti non arrivarono. “E a quel punto mi consigliarono lo psicologo: fattura da 6mila euro per una seduta, dissi di mandarla a Helmut Marko”. L'uomo che a fine ‘24 avrebbe stracciato a Perez il contratto appena rinnovato.
Del resto, “essere più veloce di Max era un problema, andare più lento ancora peggio”.
Accanto a Max sarebbe arrivato Lawson, poi Tsunoda, ora toccherà ad Hadjar fare da spalla a Verstappen sin dalla presentazione del 15 gennaio. Una settimana prima della nuova Ferrari SF-26, il 23, e in largo anticipo su Perez e la sua Cadillac, svelata l’8 febbraio durante uno spot del Super Bowl, in California.