Nel bar col pacco bomba: chi è la 26enne arrestata per l'attentato a San Pietroburgo

Darya Trepova, 26 anni, è la sospettata arrestata per la bomba che ha ucciso Tatarsky. In un video circolato sui social immortalati gli ultimi istanti prima di entrare nel bar con la statuetta esplosiva

Nel bar col pacco bomba: chi è la 26enne arrestata per l'attentato a San Pietroburgo

Darya Trepova, 26 anni, la presunta responsabile dell'attentato di San Pietroburgo in cui ieri è rimasto ucciso in un bar Maksim Fomin, alias Vladlen Tatarsky, è stata arrestata dai servizi di sicurezza russi. Nei video circolati ieri Trepova appariva mentre consegnava a Tatarsky, noto propagandista pro-guerra intento a sostenere le posizioni del gruppo Wagner, la statuetta contenente i 200 grammi di tritolo che hanno ucciso il giornalista e inviato di guerra.

A dare la notizia, nella giornata odierna, l'agenzia Ria Novosti: "Agenti del Comitato investigativo, in collaborazione con i servizi operativi, hanno fermato Darya Trepova, sospettata di essere coinvolta nell'esplosione al caffè di San Pietroburgo", questo lo scarno ma inequivocabile lancio con cui l'arresto di Trepova è stato comunicato.

Cosa si sa di Trepova

Nelle prime ore della giornata erano circolate voci differenti: innanzitutto si era diffusa la voce dell'arresto ad opera della Polizia di San Pietroburgo della madre e della sorella della presunta attentatrice. Ma le autorità dell'ex capitale imperiale russa hanno tenuto a precisare che le due donne sono state fermate per interrogatori circostanziali volti a capire un loro presunto coinvolgimento e solo al termine del processo investigativo si valuterà la loro posizione.

Il blog investigativo Meduza, da tempo critico delle posizioni del Cremlino sulla guerra, ha ricostruito tramite un'operazione di analisi delle fonti aperte e dei canali le voci sull'arresto di Trepova e la ricostruzione dei concitati momenti seguiti all'attentato in cui Tatarsky ha perso la vita: "Trepova è stata arrestata in un appartamento che aveva precedentemente affittato in città. In precedenza, i canali Telegram Shot e 112 hanno riferito che Trepova stava affittando un appartamento a soli cinque minuti dal caffè dove Tatarsky è stato ucciso il 2 aprile. Secondo Shot, dopo l'incidente, Trepova è andata nell'appartamento, si è cambiata in abiti diversi e poi ha lasciato l'area", venendo già ieri sera data in fuga per la Russia.

Lo scambio di accuse tra Mosca e Kiev

La giovane attivista, già arrestata nel 2022 per aver partecipato ad alcune manifestazioni contro la guerra in Ucraina, è stata filmata ieri mentre portava nel caffè teatro dell'attacco un voluminoso pacco rivelatosi poi la base dell'attentato dinamitardo in cui Tatarsky è rimasto ucciso. Ieri circolavano voci che l'Fsb, il servizio segreto interno della Federazione russa, cercasse anche una seconda donna sospettata per l'attentato: dalla definizione della posizione della madre e della sorella di Trepova capiremo se una delle due è la potenziale complice di Trepova.

Non cessa, intanto, il botta e risposta tra Mosca e Kiev sull'attentato, il secondo dopo quello di agosto in cui Daria Dugina ha perso la vita a colpire un sostenitore della cosiddetta operazione militare speciale. Per l'Ucraina si tratta di un regolamento di conti interno al potere russo. Per Mosca, invece, è il "regime di Kiev" la mano dell'attentato. La Commissione nazionale antiterrorismo ha pubblicato una dichiarazione sulla sua pagina web in cui afferma che "è stato stabilito che l'azione terroristica compiuta il 2 aprile a San Pietroburgo contro il noto giornalista Vladlen Tatarski è stata pianificata dai servizi speciali ucraini". Sotto accusa anche il Fondo Anticorruzione di Aleksandr Navalny, di cui l'attentatrice è ritenuta collaboratrice.

Dalla definizione

della posizione di Trepova si potrà capire forse qualcosa anche relativamente a questo scambio d'accuse, che rimbalza in ogni operazione oltre le linee compiuta contro obiettivi politicamente rilevanti dei due schieramenti.

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