Terza udienza per Mubarak, nuove proteste Tafferugli anche tra i legali di accusa e difesa

Alta tensione alla terza udienza del processo a Hosni Mubarak, accusato di corruzione e dell’omicidio di centinaia di manifestanti durante la rivolta che lo ha disarcionato. La polizia è dovuta intervenire in aula per sedare una rissa tra gli avvocati della difesa e quelli delle vittime: almeno sei persone sono rimaste ferite, secondo quanto riportato dal quotidiano Al Ahram, e il presidente della corte, Ahmed Refaat, è stato costretto a interrompere la sessione. Poco prima, anche fuori dall’Accademia di Polizia del Cairo - dove si celebra il processo - erano scoppiati tafferugli tra manifestanti e sostenitori di Mubarak così come tra le famiglie delle vittime e la polizia, con lanci di sassi da entrambe le parti e alcune persone picchiate da agenti armati di scudi e manganelli. Secondo l’emittente al Arabiya, vi sono stati almeno 21 feriti, tra cui un poliziotto, e diversi arresti. Per prevenire nuovi disordini, Refaat ha vietato l’ingresso alle telecamere, dopo che le udienze del 3 e del 15 agosto erano state trasmesse in diretta tv. Trasferito dall’ospedale in elicottero, l’83enne ex rais è stato trasportato in barella nella gabbia degli imputati; con lui anche i due figli, Alaa e Gamal, per la prima volta in manette, e l’ex ministro dell’Interno, Habib al Adly. Durante l’udienza di ieri sono stati ascoltati alcuni alti funzionari di polizia, tra cui il generale Hussein Saeed Mohamed Mursi, il quale ha negato che la polizia avesse mai utilizzato «armi automatiche» contro i manifestanti.

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