Tifosi dell’Inter al Tardini in barba al no del prefetto

Tifosi dell’Inter al Tardini in barba al no del prefetto

Non sarà un esodo, ma la voglia di esserci c’è. Il popolo nerazzurro ha deciso di non lasciare sola la squadra al terzo match point scudetto dopo i due falliti in precedenza. Il no del prefetto di Parma Paolo Scarpis, che ha vietato la trasferta ai tifosi dell’Inter bloccando la vendita dei biglietti per il settore ospiti del Tardini, non ha fermato i tifosi della Curva Nord che si presenteranno in massa. E ancora di più dei due o tremila che abitualmente si sobbarcano ogni genere di trasferta.
«Saremo in tanti, più del solito, almeno in cinquemila», ha fatto sapere un capopopolo (vietato riportarne il nome, pena la qualifica di «infame»). «Ci siamo organizzati bene e in un migliaio riusciremo a entrare perché abbiamo acquistato i biglietti. Certo non potremo presentare nessuna coreografia, ma i giocatori ci sentiranno ugualmente, soprattutto quando lasceranno lo stadio. E noi saremo lì ad aspettarli».
Ma gli ultrà ci saranno anche prima perché il nuovo pullman nerazzurro, che attende ancora di essere «bagnato» con una vittoria, all’arrivo al Tardini sarà costretto a passare tra due ali di folla. «Lì la squadra sentirà il nostro entusiasmo, la nostra carica e spero proprio capisca che non può deluderci. Altrimenti...». Altrimenti non si sa cosa potrebbe succedere dopo, la nostra «gola profonda» non lo riferisce, ma è facile da immaginare.
Ma la paura a Parma è al top anche per il possibile arrivo di ultrà della Roma, una tifoseria che è vista come il fumo negli occhi da quella nerazzurra. «Meglio che non si presentino, non potremmo certo rispondere delle nostre azioni. La consideriamo una provocazione, se ne stiano a Roma oppure vadano a Catania», la considerazione finale del capopopolo ultrà.
E ieri mattina alle 9.45, quando sono stati messi in vendita gli ultimi tagliandi della Sud parmigiana, erano tanti i tifosi nerazzurri in coda dalla notte e questo fa presagire che il tifo per l’Inter non mancherà.
A differenza della partita contro il Siena, quando i tifosi vip si pavoneggiavano in tribuna, questa volta non ci sarà nessuna passerella per loro. Ma gli incitamenti non mancano. «Vorrei proprio indossare nel concerto programmato a San Siro la maglia con lo scudetto numero 16», l’augurio di Luciano Ligabue, il rocker tifosissimo. E da lontano, da Le Mans, dove oggi gareggerà nel motomondiale, arriva il «Dai Inter, fammi godere» di Valentino Rossi che nei giorni scorsi ha rincuorato l’amicone Marco Materazzi.

E tutti gli altri vip? Zitti, intrecciano le dita, toccano ferro. Guarderanno la partita in tv nell’attesa che in serata ci sia una festa come un anno fa. Un giro per la città sul torpedone scoperto che nessun dirigente nerazzurro vuole ammettere di avere prenotato.

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