Tragedia nel Bergamasco, trovato corpo del giovane scomparso dopo incidente

Trovato il cadavere di Daniel Busetti nel torrente Chiusella, a Baldissero Canavese. Era scomparso due sabati fa dopo aver causato un incidente che credeva aver provocato una strage

Tragedia nel Bergamasco, 
trovato corpo del giovane 
scomparso dopo incidente

Bergamo - Dieci giorni di appelli, speranze, ricerche. Tutto finito, tutto inutile. Daniel Busetti, il ragazzo di vent'anni scomparso dieci giorni fa da Martinengo, è stato ritrovato nel torrente Chiusella, a Baldissero Canavese. Morto. A segnalare il cadavere è stato un pescatore, a recuparlo sono state le unità cinofile dei vigili del fuoco. L'hanno trovato in posizione fetale, rannicchiato in una piccola grotta sulla sponda del torrente. Non vi sono segni evidenti di violenza sul cadavere e secondo i primi accertamenti è più che probabile che sia morto per assideramento. Daniel era scappato due sabati fa dal luogo di un incidente che aveva provocato. Mentre andava in auto a una festa con un amico, si era scontrato con una seconda vettura a Cavernago. Le auto erano andate distrutte ma il suo amico e le tre donne sull’altro mezzo avevano riportato solo delle lievi lesioni. Gli amici, arrivati subito dopo, lo avevano trovato molto scosso, difficile da calmare. Poi un messaggio che dice tutto, inviato a un'amica di 15 anni: "Ho fatto un incidente megagalattico. Ti amo. Addio".

La fuga E così Daniel inizia a fuggire tra i boschi del Piemonte. Il 22 febbraio era stato visto tre volte, c’era perfino suo fratello su un elicottero che lo chiamava con un megafono, ma Daniel non ha mai fermato la sua fuga. Per una settimana, spinti dalla disperazione, il padre e gli zii di Daniel insieme ai carabinieri e ai vigili del fuoco, le hanno pensate tutte. Hanno fatto affiggere volantini studiati da due psicologi per far sapere al ragazzo che quell’incidente non era grave, hanno distribuite locandine fatte preparare all’Eco di Bergamo in cui dicevano la stessa cosa, hanno girato nei boschi armati di megafono, hanno fatto perlustrazioni in borghese per non spaventare il fuggitivo con le divise, hanno messo scatole di viveri in giro per rifocillarlo, hanno chiesto ai proprietari delle seconde case di verificare se qualcuno ci fosse entrato. Usando l’autostop e i pochi soldi che aveva addosso, Daniel era riuscito ad arrivare a Ivrea.

La mattina successiva alla scomparsa si sarebbe presentato all’ospedale della città piemontese e si sarebbe fatto curare una ferita alla testa, dando i suoi veri dati. Una volta medicato era stato dimesso.  Poi si è scoperto che Daniel aveva chiesto all’autista di un autobus dove trovare la comunità spirituale Damanhur. E lì avrebbe parlato con una persona, raccontandole della sua fuga e dicendo: "Voglio tornare a casa". Ma non l'ha fatto. Il ragazzo ha cominciato a gironzolare nei dintorni di Baldissero Canavese. I carabinieri lo hanno visto ma lui è fuggito prima che riuscissero a fermarlo. Sarebbe stato visto senza scarpe e senza giaccone e si temeva per la sua vita, considerando le basse temperature del periodo.

Le ricerche Forze dell’ordine e volontari a perlustrare boschi e campagne nei comuni del Canavese intorno a Ivrea (Torino), vicino al lago di Viverone (Biella) e anche a Santhià (Vercelli). Nei giorni si sono avvicendate segnalazioni poco attendibili, come quelle di alcune persone che lo avevano visto nei giorni scorsi su un tram a Torino e su un autobus a Vercelli. Nonostante ciò, gli investigatori hanno allargato le ricerche. La scorsa settimana i vigili del fuoco avevano trovato nei boschi vicino al torrente il suo giubbotto, una camicia e le scarpe. E per questo il Chiusella era stato a lungo ispezionato. Ma a quanto pare il corpo era arrivato molto più a valle del previsto. Fino a quando un pescatore non l'ha trovato nel primo pomeriggio. Le locandine appese dagli amici a Milano, a Torino e nelle stazioni ora non servono più. Così come si perdono nel vuoto gli inviti dei genitori, dell'Atalanta, di Formigoni e di tutti coloro che speravano in un ritorno a casa di Daniel.

Gli appelli L’allenatore dell’Atalanta Stefano Colantuono aveva infatti dichiarato: "Attendiamo Daniel: quando ritornerà gli faremo trascorrere una settimana di allenamento con noi". Anche il presidente della Regione, Roberto Formigoni, aveva espresso solidarietà e fiducia affinché Daniel tornasse. "Caro Daniel Busetti, la tua famiglia, i tuoi amici e tutta la comunità lombarda ti aspettano a casa. Nella vita, ti parla un ex ragazzo, capita a volte di aver timore di aver commesso qualche errore. I timori, spesse volte, si rivelano infondati e, dunque, è opportuno tirare una riga. È proprio questo il tuo caso: il tuo incidente non ha messo in pericolo la vita di nessuno". E' questo l'appello che il presidente della Lombardia Roberto Formigoni aveva postato su Facebook, aggiungendo poi: "Caro Daniel, è stata solo una brutta avventura con lieto fine: dimentica tutto così come faremo tutti noi. Ti aspetto, una volta tornato, nel nuovo palazzo della Regione assieme ai tuoi genitori: dal 35esimo piano vedremo, assieme, casa tua".

"Una tragedia inspiegabile" "È una tragedia che non riusciamo a spiegarci": un parente di Daniel Busetti commenta così la tragica notizia della morte di Daniel Busetti. "Davvero non riusciamo a capire", aggiunge un cugino di Daniel mentre si prepara ad assistere la madre del ragazzo che ha avuto da poco la notizia più grave. In paese, Daniel lo conoscevano in molti. Faceva il muratore, era un ragazzo sereno, tifoso e appassionato di calcio. Aveva intitolato il suo profilo Facebook al vecchio campione inglese George Best, genio e sregolatezza. Un giovanissimo con una vita tranquilla.

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