Pannelli solari su cascine e stalle: la nuova mossa del Pnrr

Stalle e cascine d'Italia potranno essere coperte da pannelli solari nel quadro di un intervento da 1,5 miliardi di euro del Pnrr

L'allevamento di Luca Panichi ad Umbertide, in provincia di Perugia.
L'allevamento di Luca Panichi ad Umbertide, in provincia di Perugia.

20mila stalle e cascine italiane potranno avere accesso a un processo strutturale di transizione fotovoltaica e vedere installati sui loro tetti pannelli solari e impianti di generazione. A garantirne la realizzazione potranno essere gli 1,5 miliardi di euro previsti dal decreto sull’agrisolare nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che è arrivato nella giornata del 25 agosto mentre il future sul gas naturale alla borsa di Amsterdam ritoccava il suo record sfondando i 300 euro al megawattora.

Il fotovoltaico sui tetti senza consumo di suolo è stato ritenuto dal governo Draghi, in questa fase delicata, una buona strada da percorrere per salvaguardare i suoli produttivi, dare un sostegno alle aziende agricole per attenuare i costi dell’energia e anche al Paese di beneficiare di una fonte energetica rinnovabile in una situazione di forti tensioni internazionali che mettono a rischio gli approvvigionamenti, mentre si prepara un autunno freddo sotto ogni senso. E in quest'ottica si può ottenere, in tempi brevi, un'accelerazione delle politiche di investimento in transizione energetica, un aumento della capacità di generazione e l'integrazione delle aziende agricole nella sfida della transizione, in cui il settore primario sarà chiamato a giocare un ruolo.

La misura è inserita nella missione chiave del Pnrr, "Rivoluzione verde e transizione ecologica", per la precisione nella componente "Economia circolare e agricoltura sostenibile". La politica sull'agrisolare risulterà in grado di consentire agli operatori che vinceranno i bandi presentabili tra il 27 settembre e il 27 ottobre di finanziare interventi volti a rimuovere e smaltire i tetti esistenti e costruire nuovi tetti isolati, creare sistemi automatizzati di ventilazione e di raffreddamento e installare pannelli solari e sistemi di gestione intelligente dei flussi e degli accumulatori, comprensivi di reti intelligenti (smart grid) e tecnologie di avanguardia. La nuova capacità di generazione installata dovrà esser pari a circa 375.000 Kw di energia solare.

Soddisfatta la principale associazione di categoria italiana del mondo agricolo, Coldiretti. "L'esplosione del costo del gas sottolinea la Coldiretti ha un impatto devastante sulle tasche dei cittadini ma anche sulla filiera agroalimentare, dal campo alla tavola, rendendo necessario sviluppare forme alternative di produzione dell'energia. In tale ottica, il bando sull'agrisolare", si legge in un comunicato di Coldirett, "consente l'installazione di pannelli fotovoltaici su una superficie complessiva pari a 4,3 milioni di metri quadri per 0,43 GigaWatt sulle coperture degli edifici agricoli e zootecnici ma senza consumare terreno fertile". E questo è ritenuto un sostegno per le imprese agricole e zootecniche che possono avvantaggiarsi del contenimento dei costi energetici ma anche per il Paese nel suo complesso che può beneficiare di un'aumento della capacità di generazione da fonti energetiche rinnovabili.

Il piano che il Ministero dell'Agricoltura guidato da Stefano Patuanelli ha predisposto è ambizioso. Una quota di finanziamenti pari a 1,2 miliardi di euro è destinata alla realizzazione di interventi nel settore delle aziende agricole operanti nella produzione agricola primaria, 150 milioni sono assegnati a interventi nel settore della trasformazione e della lavorazione dei prodotti e altri 150 milioni andranno al settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli e alle altre imprese. Prevista poi, coerentemente con gli obiettivi del Pnrr, un'allocazione vincolata dei fondi pari al 40% del totale per i progetti che saranno realizzati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, così da portare la transizione anche nell'agricoltura meridionale. Se tali risorse non saranno spese andranno a coprire le iniziative delle altre regioni. Anche l'agricoltura, dunque, mira a giocare un ruolo da protagonista per la transizione nel quadro del Pnrr. E nel quadro di un contesto generale segnato dalla crisi energetica si capisce quanto politiche in grado di far dialogare più settori, come l'agricoltura e il mondo della generazione, possano creare risultati virtuosi. Solo con un'attenzione alla complessità si potrà gestire la transizione in questi tempi difficili.

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