Arrivano i veicoli elettrici per fermare i bracconieri in Sudafrica

Moto elettriche per fermare i bracconieri nelle riserve naturali africane: è l'idea della Svezia che ha donato il suo prototipo al Sudafrica. Ecco come funzionano e i primi successi dell'operazione

Arrivano i veicoli elettrici per fermare i bracconieri in Sudafrica

In linea con la transizione ecologica ma questa volta il motivo principale è un altro: moto elettriche per evitare il rumore del motore e cogliere i bracconieri con le mani nel sacco. È l'esperimento iniziato in Sudafrica contro i cacciatori di frodo delle riserve naturali.

L'esperimento del Sudafrica

Ecco perché l'elettrico, oltre a ridurre le emissioni di CO2, può dare una svolta nelle aree protette di tutto il mondo e salvaguardare la fauna locale. In questo caso andiamo in Sudafrica, nel Kruger National Park: l'azienda svedese Cake, specializzata in mobilità elettrica, ha regalato ai guardiani del parco alcune moto elettriche per andare a scovare chi si arma di fucili e scorazza di nascosto all'interno dell'area protetta a caccia di animali che vanno protetti e salvaguardati in ogni modo.

Dove nasce l'idea svedese

"L'idea nasce in Svezia, sull'isola di Gotland: il fondatore di Cake, Stefan Ytterborn, aveva invitato il suo amico Anton Stroberg, uomo con grande esperienza di protezione degli animali in Africa, a visitare il centro dove si effettuano le prove dei motocicli" spiega a Repubblica Klara Edhag, responsabile dell'azienda sull'iniziativa contro i bracconieri. "E così Anton ha proposto a Stefan di usare le moto elettriche, leggere e silenziose, per pattugliare le riserve africane". Di solito, ogni lavoro svolto all'interno dei percorsi protetti viene effettuato con i fuoristrada che meglio si adattano alle condizioni a volte impervie del terreno. Le moto, però, sono una valida alternativa a maggior ragione dopo aver eliminato il problema del rumore ma non solo.

Infatti, oltre ai bracconieri che la fanno franca se si avvicinano i rangers dei parchi, la problematica è anche quella del carburante, molto scarso da trovare in molte aree africane e costoso da trasportare nelle zone più remote. "Per trasportare il carburante in quelle aree si utilizzano camion e anche elicotteri, e ciò è al tempo stesso costoso e inquinante", sottolinea Edhag.

La moto elettrica: come funziona

In questo modo, gli ingegneri svedesi che hanno collaborato con il Southern African Wildlife College (Sawc), hanno sviluppato la "Kalk AP", una moto elettrica con ottime performace molto più leggera e silenziosa di altri mezzi che hanno un motore a combustione. Ad ogni ranger è stato fornito un kit di equipaggiamento dotato di pannelli solari per ricaricare le moto "indipendentemente dall'accesso alla rete elettrica o a generatori, e questo dà ai ranger più libertà di movimento e meno impatto sull'ambiente", fanno sapere a Repubblica gli sviluppatori del progetto. Trattandosi di una novità assoluta, il prototipo verrà sistemato e monitorato qualora dovessero sorgere criticità che saranno prontamente segnalate dai rangers a lavoro ogni giorno con questi nuovi mezzi. Uno dei problemi riscontrati fino a questo momento ha riguardato l'esposizione delle batterie a fango e polvere che ne potrebbe compromettere l'uso a lungo termine.

Combattere il bracconaggio notturno

I primi successi sul campo, però stanno arrivando ugualmente: alcune spedizioni con questi mezzi elettrici hanno già fermato i primi bracconieri anche se, negli ultimi tempi, questi cacciatori di frodo si sono prodigati nelle loro azioni illegali anche durante la notte. "I criminali prima accecano gli animali con una torcia, e poi usano i cani per farli uscire allo scoperto e colpirli. Le nostre moto elettriche si prestano bene a bloccare questo tipo di operazioni". È così che sono stati evitati egregiamente molti tentativi di uccidere antilopi e altre specie come "il suni o il cefalofo rosso", conclude Edhag

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