Un pomeriggio e una serata sulle montagne russe per i «forzisti» riuniti nel quartier generale di viale Monza. Alle 15.01 la doccia scozzese quando dai monitor accesi arriva una manciata di exit poll che lasciano ben poche speranze. Tanto che dirigenti e militanti già preparano le difese dufficio. Poi la rimonta, il sali e scendi e lincertezza fino a notte fonda. Sensazioni non troppo piacevoli. Mitigate soltanto dalla certezza che la Casa delle libertà e Forza Italia in Lombardia e a Milano sono andate ben al di là di ogni più rosea aspettativa. Nessun crollo, ma la conferma di una leadership che sembra sempre più difficile da mettere in discussione.
«Un ottimo risultato - commenta più che soddisfatta la coordinatrice regionale azzurra Mariastella Gelmini -. Il Nord e la Lombardia, la locomotiva dItalia, le zone economicamente e socialmente più vitali, non hanno avuto dubbi nel confermare il proprio apprezzamento per il buongoverno della Cdl e del premier Silvio Berlusconi». In mano dati che raccontano come la Casa delle libertà abbia ottenuto il 52,8 per cento dei voti al Senato e il 52,6 alla Camera, contro il 46,9 per cento e il 47,4 del Centrosinistra. Con Forza Italia assestata addirittura al 29 per cento al Senato e al 28,6 alla Camera. Milano, dunque, così come tutta la Lombardia, si sono ancora una volta confermate il fortino del centrodestra.(...)