Troppi sospetti sull’amante di Esposito

Troppi sospetti sull’amante di Esposito

Giallo di Gradoli. Terzo interrogatorio per Ala Ceoban, 24 anni, sorella di Tatiana e zia di Elena, scomparse in circostanze a dir poco misteriose il 30 maggio. Se per il pm Renzo Petroselli la giovane avrebbe avuto un ruolo attivo, di complicità, tanto nel duplice omicidio quanto nell’occultamento dei cadaveri, Ala resta parte offesa nell’inchiesta. Nessun avviso di garanzia, per ora, o accuse precise nei suoi confronti. «Ala è stata ascoltata come persona informata dei fatti - sottolinea il suo legale, l’avvocato Fabrizio Berna -. Un interrogatorio in cui non era prevista la mia presenza, comunque le è stato chiesto se da Esposito avesse saputo qualcosa. Il suo alibi? L’ha già fornito. Martedì sera i carabinieri che le hanno notificato la convocazione in Procura le hanno anche sequestrato il pc». Un’inchiesta caratterizzata da ritardi clamorosi: dopo due mesi dal fatto gli esperti del Ris andranno alla ricerca di eventuali e mail scambiate fra Ala e Paolo Esposito, il compagno di Tania di 39 anni in carcere dal primo luglio. Non solo. Nonostante la donna abbia giurato di aver trascorso la serata con 5 amici nel Grossetano, nessun testimone è in grado di confermarlo. I carabinieri hanno ripercorso il tragitto indicato da Ala calcolando anche i tempi. A cominciare dal primo tratto dalla sua abitazione di Santa Fiora, in provincia di Grosseto, prima in pullman poi in taxi, per finire con la discoteca indicata. A verbale avrebbe raccontato di aver pagato al tassista 30 euro: cifra che non corrisponde al percorso effettuato. Gli amici, tre uomini e due donne? Non ricorda i nomi. Infine, a complicare la sua posizione, la testimonianza del gestore del locale. Ala sostiene di essere rimasta lì fino alle 4 del mattino. «A quell’ora siamo chiusi» ribatte l’uomo. La mattina precedente, invece, l’avrebbe passata andando a trovare un’amica. Purtroppo per lei la persona in questione non era in casa e non può confermare nulla. Insomma, nonostante non sia stato emesso alcun avviso di garanzia su di lei ed Esposito rimanga l’unico indagato, le cose si mettono male per Ala. Il suo rapporto con Paolo, d’altro canto, era noto da tempo alla stessa sorella. Come ricorda l’avvocato Luigi Sini, legale prima di Tatiana Ceoban poi della madre Elena Nikifor: «Tania, cercando alcuni film da vedere con le figlie, si imbatte in un dvd, oggi sotto sequestro, in cui si vedono Paolo e Ala mentre consumano un rapporto sessuale». Un possibile movente per un delitto? Sì. Rimane il mistero del sangue rilevato nella villetta in località Cannicelle: compatibile al 99,7 per cento solo con il dna di Tania. Che Elena sia stata rapita, magari venduta a organizzazioni dell’Est e finita nel giro della prostituzione? Gli inquirenti, in mancanza dei corpi, non escludono nemmeno questo. Certo è che nella casa di Gradoli i segni di una lotta violenta ci sono. Una mattanza che, probabilmente, lo stesso Esposito non sarebbe stato in grado di compiere da solo.
yuri9206@libero.it

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