Trova bomba in giardino Dilaniato 11enne

Antonello Lupis

da Reggio Calabria

Ucciso da un ordigno trovato casualmente, mentre giocava, nel giardino situato ai lati della propria abitazione. Vittima della tragedia un ragazzino di 11 anni, Angelo Ficara. La spaventosa esplosione, che ha dilaniato il piccolo Angelo, si è verificata nella frazione di San Fantino del comune di San Lorenzo, centro turistico e agricolo del basso Jonio Reggino. L'improvvisa deflagrazione è stata così forte da essere udita in tutta la zona. Un rimbombo, insomma, che ha fatto echeggiare in anticipo il terribile messaggio di morte.
Appena i genitori (il padre agricoltore, la madre di origine nomade) e i tre fratelli più piccoli del giovanissimo Angelo hanno sentito distintamente il boato sono usciti di casa portandosi precipitosamente nel giardino. Davanti ai loro occhi una scena terrificante, agghiacciante: i resti del bambino erano sparsi nel raggio di oltre venti metri. La detonazione e le urla disperate dei familiari hanno fatto accorrere i vicini di casa della famiglia Ficara.
Sul luogo della sciagura sono subito accorsi i carabinieri della compagnia di Melito Porto Salvo e il personale militare dei reparti speciali del Comando provinciale dell'Arma agli ordini del colonnello Guido Di Vita, responsabile del reparto operativo.
Anche gli investigatori dei carabinieri si sono ritrovati davanti ai loro occhi uno scenario raccapricciante. È toccato poi agli stessi carabinieri ricomporre il cadavere del piccolo Angelo. A distanza di ore dalla tragedia, che ha finito col segnare e piegare dal dolore l'intera cittadina reggina, gli esperti dei carabinieri non sono ancora riusciti a sapere con certezza la natura della bomba trovata nel suo orto dal piccolo Angelo.
Due, comunque, le ipotesi più attendibili: si trattava di un ordigno bellico oppure di un bomba artigianale nascosta, all'insaputa della famiglia Ficara, nell'orto di proprietà del padre del piccolo Angelo da qualche malvivente sospettato di avere rapporti con una cosca della 'ndrangheta della zona. Dalle indagini, comunque, è emerso che la giovane vittima dopo aver trovato ai lati dell'orto l'ordigno l'ha preso tra le mani, ignara della natura e della pericolosità dell'oggetto, con l'intenzione di portarlo dentro la sua casa. Poi l’esplosione.

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