Tutti i numeri dell’operazione

Telecom Italia Media, cioè la società che controlla La7 e il 51% di Mtv Italia, è l’ultimo residuo di quella che doveva essere «la grande piazza virtuale» immaginata nel 2000 dall’allora numero uno dell’operatore tlc, Roberto Colaninno, e da Lorenzo Pellicioli che guidava Seat Pagine Gialle, la consorella tutta Internet, elenchi telefonici e tv.
Un sogno ridimensionato dai successivi passaggi di mano dal tandem Tronchetti Provera-Benetton fino all’attuale compagine che coinvolge la spagnola Telefónica, Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo. Seat Pagine Gialle non fa più parte del gruppo da nove anni e da poco si è salvata dal fallimento, Internet è funzionale più per le linee a banda larga che per i contenuti. La televisione non ha mai entusiasmato più di tanto il presidente di Telecom, Franco Bernabé, che pure vi ha messo a capo uno dei manager più fidati come Giovanni Stella.
La ragione di tanta «freddezza» è presto spiegata. Nei tre ultimi esercizi (2009, 2010 e 2011) Telecom Italia Media ha accumulato perdite per circa 210 milioni di euro dei quali 83 milioni l’anno scorso a causa di svalutazioni di avviamenti per 56 milioni. Certo, la campagna acquisti che ha portato nelle fila del «terzo polo tv» Enrico Mentana, Serena Dandini, Sabina Guzzanti e Corrado Formigli ha giovato agli introiti pubblicitari di La7 (e della consorella digitale La7d) passati dai 115 milioni del 2010 ai 140 milioni dell’anno scorso, con un incremento del 21 per cento. Crescita, però, che non ha portato benefici in termini di redditività giacché il margine operativo lordo (grosso modo la differenza tra ricavi e spese) è rimasto in territorio negativo in quanto assumere le «star» del video comporta necessariamente un aumento dei costi.
È pacifico che i quattro soci di riferimento di Telco, la controllante di Telecom, non siano stati soddisfatti dell’andazzo, soprattutto considerando che dal 2007 a oggi per tenere la presa sull’operatore tlc hanno investito ben 10 miliardi di euro e che i dividendi che riscuotono ogni anno servono a pagare gli interessi sul debito contratto per acquisire la maggioranza relativa della società. Certo, Bernabé ha fatto un buon lavoro e ha riportato l’indebitamento di Telecom verso la soglia psicologica dei 30 miliardi. Ecco perché è giunto il momento della svolta.
Ma quanto può valere il business di TiMedia e che prezzo hanno Mentana, Crozza e Lilli Gruber? La capitalizzazione di Borsa è di circa 210 milioni di euro, il debito finanziario lordo è di 140 milioni e il patrimonio netto è di 216 milioni. L’attivo immateriale di 305 milioni di euro a fine 2011 è soprattutto rappresentato dalle frequenze e dai multiplex che l’anno scorso hanno garantito 55 milioni di ricavi, mentre tutto il resto attiene al business televisivo. A seconda della modalità scelta per la cessione (e soprattutto del metodo utilizzato) varierà il prezzo. Se a essere venduta fosse solo La7 (e il 51% di Mtv Italia) sarebbe difficile spuntare un prezzo superiore al range 100-200 milioni di euro - se non addirittura inferiore - considerato che il debito è quasi tutto delle tv a fronte di share non eccelsi. Se invece si dovessero cedere anche le frequenze, pensare a un valore di circa 500 milioni, non sarebbe un’eresia.

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