Tutti promossi al liceo civico serale

Si realizza il sogno di ogni scuola, di ogni classe: tutti promossi. Nemmeno un bocciato sui tabelloni dei risultati. Accade al civico polo serale, la scuola serale paritaria del Comune di Milano. Doppia la soddisfazione poiché dietro ai banchi siedono studenti che di giorno lavorano e trovano il tempo di aprire i libri solo la sera. Magari hanno ripreso dopo qualche anno gli studi abbandonati, magari hanno lasciato la scuola diurna perché avevano necessità di lavorare, magari non si sono visti rinnovare il contratto al lavoro e hanno deciso di ritornare a studiare per ottenere il diploma.
Fatto sta che la loro fatica ha un valore aggiunto rispetto a quella del resto degli studenti. In sintonia con il manifesto del merito che il sindaco Letizia Moratti ha lanciato all’ultima assemblea dei comuni italiani, gli insegnanti del polo liceale serale si impegnano nel proprio lavoro «perché tutti, soprattutto i giovani, guardino al futuro con speranza e fiducia».
Il corpo docenti concorda sul principio che «premiare il merito significa legare l’impegno individuale, la responsabilità personale, la competenza che ognuno porta con sé ad obbiettivi concreti e risultati verificabili».
«Nella scuola - aggiunge il presidente del Consiglio d’istituto, Giorgio Bonera - è bene valorizzare chi studia con maggior impegno. Valga come esempio quanto avvenuto negli ultimi scrutini, quando i docenti di una classe, per evitare di prendere una decisione affrettata su un giudizio, hanno concordato con la preside di aggiornarsi alla domenica successiva (21 giugno), così da poter decidere in modo ponderato, dimostrando di far prevalere il proprio scrupolo professionale e scegliendo di lavorare in un giorno festivo».
«Gli stessi professori - fa notare Bonera - sono pronti a insegnare gratuitamente per evitare che alcune classi non vengano aperte, così da garantire a chi ha già iniziato il corso di studi la possibilità di terminarlo regolarmente».
A settembre nella sede di piazza XXV Aprile verrà inaugurata la mediateca. Ma i prof hanno un cruccio: «Purtroppo il Comune - spiega Giorgio Bonera - pur investendo nel miglioramento delle strutture didattiche, trascura l’informazione alla città. In questo modo, chi vorrebbe inserirsi nel mondo del lavoro con maggiori speranze nel proprio futuro o per iscriversi all’università, rischia di non conoscere un’opportunità accessibile, unica in Italia e che è da considerarsi all’avanguardia nel sistema scolastico». Accessibile significa che il costo di iscrizione non supera i 260 euro di spesa all’anno e perciò i corsi serali possono essere frequentati anche da chi è in difficoltà economiche.

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