Tutti vogliono l'acqua: i luoghi caldi della contesa

L'approvvigionamento acqua, bene primario, è ancora causa di potenziali conflitti in molti paesi della terra. Dal Kazakhstan al Bangladesh, dall'India all' Etiopia, da Israele alla Siria

Tutti vogliono l'acqua: i luoghi caldi della contesa

L'Aquila- L'accordo tra i Grandi della terra  per garantire a tutti l'accesso all'acqua e ai servizi igienico- sanitari di base è uno dei traguardi del Summit dell'Aquila. Ma l'acqua resta ancora tra le principali cause di guerre del futuro. Molti i  punti caldi potenziali del conflitto idrico: dal il Lago d’Aral al Gange, dal Nilo al Giordano, al Tigri-Eufrate. Nomerosi gli stati coinvolti, tra i quali : Kazakhstan, Khirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan; Bangladesh, India, Nepal; Burundi, Rep. Dem Congo, Egitto, Eritrea, Etiopia, Kenya, Rwanda, Sudan, Tanzania, Uganda; Israele, Giordania, Libano, Siria, Territori palestinesi; Iraq, Siria, Turchia.

Etnie differenti e controllo del territorio Alla base degli scontri la presenza di diverse etnie che lottano epr il controllod el territorio, insieme alla privatizzazione dello sfruttamento idrico. Secondo un libro recente di Vandana Shiva, il primo episodio bellico risale al 1924, quando i residenti della Owens Valley, in California, fecero saltare un acquedotto destinato a dirottare le acque della Sierra Madre verso Los Angeles.

Recenti contese Molti gli episodi recenti, anche armati, che hanno coinvolto l'acqua come bene primario. Lo sfruttamento delle risorse idriche è uno dei motivi di scontro con tra Israele e Autorità nazionale palestinese: nel marzo 2001 una fonte governativa israeliana dichiara che Israele non resterà passivo davanti alla decisione libanese di pompare le acque dell’Hasbany, che fornisce circa il 25% delle acque del Lago di Tiberiade, principale serbatoio idrico dello stato ebraico, ma nasce in Libano.

Bolivia e Siberia Nel gennaio 2005 è la volta della Bolivia, paralizzata da uno sciopero generale per chiedere la rescissione del contratto di trattamento delle acque in mano a Aguas de Illimani, filiale della società francese Suez-Lyonnaise de Eaux. Questo è solamente l’ultimo episodio di una guerra dell’acqua che va avanti da anni. Nel settembre 2005 il Governatore di Omsk, in Siberia, accusa la Cina di prelievo incontrollato dal fiume Irtish, che nasce sul versante cinese dell’Altai, tocca il Kazakhstan, e poi entra in Russia. Il dirottamento di risorse idriche verso il distretto cinese di Karamai, potrebbe provocare carenze di acqua potabile per circa 2,5 milioni di persone.

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