Gli assembramenti sono belli ma solo se a farli è la sinistra

Oggi non sentiremo nessuna reprimenda contro chi è sceso in piazza per commemorare la morte dell'afroamericano George Floyd, infischiandosene delle norme sul distanziamento sociale

Gli assembramenti sono belli ma solo se a farli è la sinistra

La sinistra non poteva perdere l'occasione di scendere in piazza e così, oggi, sono arrivate anche in Italia le manifestazioni in memoria di in memoria di George Floyd, l’afroamericano ucciso da un agente di polizia. Le piazze di Torino e Bologna, oggi, sono invase dai centri sociali. Ormai, si sa, quando la piazza è sinistra, allora tutto è lecito e assolutamente democratico. La piazza di centrodestra, invece, non piace mai e viene sistematicamente insultata o descritta come “un manipolo di gente sudata”, come ha fatto lo scrittore ed ex parlamentare del Pd, Gianrico Carofiglio.

Poco importa, come ha fatto notare il vicedirettore del Giornale, Francesco Maria Del Vigo che si siano stati “assembramenti anche a Codogno per aspettare Mattarella” così come in tutte le altre manifestazioni d'Italia “da una parte e dall'altra”. Premesso che ieri nel centro di Roma si è consumato uno spettacolo indecoroso, c’è da chiedersi se oggi arriveranno parole di condanna da parte del Pd per le piazze dell’estrema sinistra torinese e bolognese. A pochi giorni dall’inizio della fase 3, il gruppo torinese "No Justice No Peace" ha ben pensato di manifestare in piazza Castello “contro gli inaccettabili fatti che si stanno verificando negli Stati Uniti in questi giorni e in solidarietà agli afroamericani uccisi dalla polizia".

No, statene certi, contro questi antagonisti non arriverà nessuna paternale o reprimenda da parte degli stessi esponenti di una certa sinistra radical chic che, in questi giorni, hanno redarguito i leader del centrodestra per non aver saputo dare il buon esempio. Inutile ricordare, poi, i ristoratori falcidiati dalla crisi che sono stati multati quando hanno manifestato davanti all’Arco della Pace di Milano, nonostante tutti stessero rispettando le regole sul distanziamento sociale. Nel Paese che ha avuto il maggior numero di decessi dopo Stati Uniti, Regno Unito e Brasile, sulle norme anti-Covid si è inflessibili solo quando si tratta di colpire chi osa manifestare contro questo governo. Quando, invece, si tratta di partecipare ai flash mob in memoria di George Floyd, tutto è lecito. D’altronde le norme anti-Covid sono state infrante proprio anche da chi le ha imposte agli italiani. Non possiamo certo dimenticare la "calda accoglienza" che il premier Giuseppe Conte ha riservato alla volontaria Silvia Romano oppure l’assembramento creato dai giornalisti che hanno seguito l’inaugurazione del Ponte Morandi. Arriveranno mai parole di condanna da parte del premier Conte o del taciturno ministro della Salute Speranza? Sinceramente, abbiamo seri dubbi e, anzi, è assai probabile che manifestazioni anti-Trump come quelle odierne avranno la benedizione di tutta la maggioranza giallorossa. L'alternativa sarà il silenzio assordante, proprio come accaduto per il 25 aprile quando gli antifascisti e l'Anpi hanno invaso impunemente le strade della Capitale. Il tutto, come sempre, alla faccia del distanziamento sociale.

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