La tv del dolore, pochi ascolti e il caso Nuti: Mediaset sospende il programma della D'Urso

&quot;Stasera che sera&quot;, il programma domenicale di Barbara D'Urso, è stato sospeso dalla programmazione di Mediaset. Nel mirino gli ascolti troppo bassi e la discussa partecipazione di Francesco Nuti all'ultima puntata. <strong><a href="/spettacoli/stasera_che_choc_la_tv_dolore_mirino_nuti/18-01-2011/articolo-id=500206-page=0-comments=1">Nel mirino il dolore dell'attore toscano</a></strong>

Milano - "Stasera che sera" chiude i battenti alla seconda puntata. Il programma domenicale di Barbara D'Urso esce dal palinsesto di Canale Cinque. Le indiscrezioni giravano già da alcuni giorni, ma la stessa conduttrice si era spesa per smentire tutto. Ascolti troppo bassi per la fascia oraria occupata e scelte piuttosto discutibili. La prima puntata aveva fatto registrare il 12,75% di share (intorno ai 2 milioni e mezzo di telespettatori), peggio ancora la performance della scorsa domenica con una discesa sotto il 10% di share nel momento in cui la nuova fiction di Raiuno "Caccia al Re - La narcotici" con Ricky Memphis vinceva la serata. Oltre ai dati sugli ascolti il programma aveva fatto discutere per la partecipazione di Francesco Nuti, il regista e attore rimasto gravemente ferito durante un incidente domestico nel 2006. L'attore, dopo le undici, compare sul maxischermo alle spalle della D'Urso e di Annamaria Malipiero, l'ex moglie di Nuti. Il volto, quasi irriconoscibile, è segnato dal dolore e dalla sofferenza. Nuti non riesce a parlare ed emette solo alcuni suoni, mentre sul viso si disegna un'espressione di disperazione e pianto. Una specie di tortura in diretta, mentre la conduttrice cerca di distrarlo con spezzoni dei suoi vecchi successi e videomessaggi di amici. Il giorno dopo, sul web e sui giornali, montano le critiche nei confronti di questi show del dolore. La presenza di Francesco Nuti, a molti, è parsa come un maldestro tentativo di incassare ascoltri (peraltro non riuscito) sulle spalle di una persona malata. Il dibattito è ancora aperto
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