Leggi il settimanale

Eurovision Song Contest al via tra boicottaggi, polemiche su Israele e fan in rivolta

Alla vigilia della 70esima edizione a Vienna, il contest si divide sulla presenza di Israele. La Spagna rinuncia alla gara, altri Paesi si sfilano e parte del pubblico minaccia il boicottaggio. Sullo sfondo il caso Yuval Raphael e il timore di una finale ad alta tensione politica

Eurovision Song Contest al via tra boicottaggi, polemiche su Israele e fan in rivolta
00:00 00:00

Prenderà il via martedì 12 maggio la 70esima edizione dell'Eurovision Song Contest, l'ormai famosissimo concorso canoro organizzato dall'European Broadcasting Union. L'edizione 2025 aveva visto trionfare il cantante austriaco JJ con il brano Wasted Love e, come da tradizione, l'edizione di quest'anno avrà luogo nel paese vincitore dell'anno scorso: ecco quindi che le luci sono pronte ad accendersi a Vienna, alla Wiener Stadthalle. Come ogni anno, alla finale di sabato 16 maggio sono già invitati i cantanti dei paesi considerati Big 5: Germania, Uk, Francia e Italia, che verrà rappresentata da Sal Da Vinci, con il brano che lo ha fatto trionfare a Sanremo 2026. Tra i "grandi cinque", però, manca la Spagna che quest'anno ha scelto di non competere per mostrare il proprio disaccordo sulla presenza di Israele nella competizione. Un elemento di discordia che già un anno fa aveva fatto molto discutere, soprattutto dopo che la cantante israeliana Yuval Raphael, con il brano New Day Will Rise si era aggiudicata il secondo posto.

Sopravvissuta all'attentato del 7 ottobre 2023, Raphael aveva dichiarato di essere sommersa dai fischi e dalle proteste del pubblico durante tutto il periodo delle prove e che, durante la finale, alcuni spettatori avrebbero provato a disturbare la sua esibizione. La polemica vera e propria, però, è esplosa quando la cantante è riuscita ad arrivare al secondo posto grazie al voto del pubblico che, secondo alcuni dei Paesi in gara, sarebbe stato influenzato da Benjamin Netanyahu attraverso i canali social del suo governo.

L'esempio della Spagna e del suo boicottaggio è stato seguito anche da altre nazioni, che hanno scelto di boicottare la 70a edizione dell'Eurovision Song Contest: non vedremo sul palco i rappresentanti di Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda. Confermata l'assenza della Russia, che manca dalla kermesse canora dall'inizio delle ostilità belliche con l'Ucraina. Anche questo doppio standard nei confronti di Israele sta portando molti fan a boicottare lo show. Se il ritiro della Spagna può rappresentare soprattutto una perdita economica per l'Eurovision Song Contest, lo scontento e la rabbia dei fan potrebbe avere un peso sulla copertura mediatica dell'evento. Questo perché l'Eurovision Song Contest si poggia moltissimo proprio sulla comunità dei fan e sui siti e blog che seguono l'evento, pubblicizzando le canzoni, proponendo pezzi di approfondimento o "scommesse" sui vincitori. Proprio a causa della presenza di Israele e del boicottaggio di molte nazioni, anche alcuni siti hanno confermato di aver sospeso la copertura dell'evento.

Intanto le emittenti austriache che trasmetteranno l'Eurovision Song Contest hanno confermato che non vieteranno la bandiera della Palestina, né censureranno in alcun modo i fischi e i "bu" del pubblico nei confronti dei cantanti. Tuttavia è indubbio che gli ascolti non sono destinati a raggiungere picchi altissimi, proprio perché alcuni dei maggiori broadcast esteri non trasmetteranno la diretta - che invece si potrà seguire online su Youtube.

Resta inoltre il dubbio di quello che potrebbe succedere se questa edizione venisse vinta proprio da Israele che, con Michelle di Noam Bettan, secondo la BBC, potrebbe avere la canzone più forte di questa edizione.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica