Giovanna Botteri è finita nella bufera per il suo commento su quello che viene definito “caso Bastoni”. La giornalista ex Rai non è nota per essere un’esperta di calcio e, duole dirlo, in questo caso ha dimostrato perché. Tutto inizia durante il programma di La7 “In Altre Parole”, dove si discuteva dell’ormai nota simulazione del giocatore interista che ha fatto scomodare perfino Enrico Letta chiedendone l’esclusione alla Nazionale. Il calciatore dopo la bufera si è scusato, ha ammesso di aver accentuato il contatto e benché la discussione sia ancora accesa.
Tuttavia, nessuno si sarebbe mai immaginato di dare del caso la lettura fornita dalla giornalista: “È anche un giocatore nero, tra l'altro, c'è anche l'elemento razzista”. Parole che non potevano passare inosservate, perché credere che Bastoni possa aver accentuato il contatto per far espellere il francese Pierre Kalulu solo perché di carnagione scura va oltre il commento e scade in un processo alle intenzioni pregiudizievole, anche perché lo stesso concetto Botteri lo ha ripetuto in due occasioni anche parlando di “giocatore neretto”. La tendenza a voler sovrapporre narrazioni ideologiche a dinamiche che appartengono esclusivamente alla cronaca sportiva è sbagliata. Se è vero che il calcio italiano ha spesso mostrato il fianco a episodi di razzismo deprecabili, forzare questa chiave di lettura in un contesto di puro agonismo rischia di sminuire le battaglie reali contro le discriminazioni. Le reazioni su Giovanna Botteri attualmente provengono dal mondo calcistico e sottolineano come il suo atteggiamento sia anche deleterio per la causa. Ma la giornalista viene anch'essa accuasta di razzismo: se le stesse parole le avesse dette qualcuno accusato di essere vicino alla destra, ci sarebbe stata una enorme levata di scudi contro di loro da parte dei solti buonisti che si dimostrano, ancora una volta, indignati a targhe alterne. Basti pensare a cosa è successo nei giorni scorsi ad Andrea Pucci o Paolo Petrecca.
Inutile sottolineare che le critiche a Botteri per questi suoi commenti sono piovute copiose: “Ho molta stima della Botteri ma qui stiamo andando veramente fuori strada ma di molto. Bastoni ha sbagliato sul campo, ha sbagliato ad attendere a chiedere scusa, ma poi basta non esageriamo. Mica possiamo fare una esecuzione sommaria, mica è un killer! Ha sbagliato stop”. E ancora: “Non aggiungo nulla su ciò che ha detto la Botteri perché onestamente non merita nemmeno un commento. Pensare lo abbia fatto espellere perché nero è qualcosa che va oltre l'immaginazione”.
Attribuire un movente razziale a un gesto tecnico, per quanto antisportivo, trasforma un errore di gioco in una colpa morale difficilmente sostenibile. Questa lettura, lungi dall'aiutare la causa dell'inclusione, finisce per polarizzare ulteriormente l'opinione pubblica, alimen