È scomparso ieri, 19 aprile, all’età di 57 anni, l’attore e produttore statunitense Patrick Muldoon. La notizia della sua scomparsa ha colto di sorpresa fan e colleghi, secondo quanto riportato da fonti vicine alla famiglia e rilanciato da Deadline, la causa del decesso sarebbe stato un attacco cardiaco.
Le origini
Nato a San Pedro, in California, il 27 settembre 1968, all’anagrafe William Patrick Muldoon III, aveva intrapreso inizialmente un percorso lontano dal mondo dello spettacolo. Dopo essersi iscritto alla University of Southern California, si era distinto anche nello sport, giocando nella squadra di football dei Trojans. Si laureò nel 1991, ma già durante gli anni universitari iniziò ad avvicinarsi alla recitazione, muovendo i primi passi in televisione.
Il successo nelle soap
Le sue prime apparizioni risalgono a serie e sitcom popolari come “Who’s the Boss?” e “Bayside School”. Il vero salto di notorietà arrivò però con il ruolo di Austin Reed nella celebre soap “Il tempo della nostra vita”, interpretato dal 1992 al 1995 e ripreso anni dopo, tra il 2011 e il 2012. Grazie a questo personaggio, Muldoon conquistò un vasto pubblico e divenne uno dei volti più riconoscibili della televisione americana degli anni Novanta.
Il ruolo iconico in “Melrose Place”

Un altro grande successo, arrivò con la serie cult Melrose Place, dove interpretò il carismatico e ambiguo Richard Hart. Il personaggio, tra i più ricordati della serie, contribuì ad accrescere ulteriormente la sua popolarità e a consolidare la sua immagine di attore versatile. Sul grande schermo raggiunse fama globale grazie al film “Starship Troopers - Fanteria dello spazio”, diretto da Paul Verhoeven, in cui vestiva i panni di Zander Barcalow. Nel corso della carriera prese parte a numerosi altri progetti cinematografici, tra cui “Stigmate”, “C’era una truffa a Hollywood” e “Detective Marlowe”, affiancando al lavoro sul set anche un crescente impegno nella produzione.
La passione per la musica
Negli ultimi anni Muldoon aveva ampliato il suo raggio d’azione dietro le quinte, lavorando come produttore a diversi film, tra cui “The Card Counter” e “Marlowe”. Il suo ultimo progetto da attore, il thriller “Dirty Hands”, è atteso in uscita nel corso dell’anno. Parallelamente alla carriera cinematografica, coltivava una grande passione per la musica, era cantante e frontman della band rock The Sleeping Masses.
Il ricordo di amici e familiari
Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona "generosa, carismatica e piena di vita", capace di lasciare un segno non solo professionale ma anche umano. Soprannominato "Bobo" dagli affetti più stretti, lascia la compagna Miriam Rothbart, i genitori Deanna e Patrick Muldoon Sr., la sorella Shana e i nipoti Halo e Arrow.
Un volto simbolo degli anni ’90
Con i suoi ruoli tra piccolo e grande schermo, Patrick Muldoon si è affermato come uno dei volti simbolo di un’epoca memorabile dell’intrattenimento americano. La sua scomparsa segna la fine di un percorso significativo, lasciando un ricordo vivido in chi ha seguito la sua carriera.