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Sanremo 2026, Dargen D’Amico e Pupo all’Ariston con “Su di noi” in versione pacifista

Dal “Disertore” a Chaplin e Papa Francesco: il messaggio anti-guerra nella serata dei duetti del Festival

Sanremo 2026, Dargen D’Amico e Pupo all’Ariston con “Su di noi” in versione pacifista

Un mash-up costruito come dichiarazione d’intenti, più che come semplice omaggio musicale. Nella serata dei duetti del Festival di Sanremo, Dargen D'Amico ha condiviso il palco con Pupo proponendo una rilettura di “Su di noi” che ha intrecciato repertori e riferimenti culturali diversi, con al centro un messaggio esplicitamente pacifista.

L’operazione ha preso forma sulla struttura melodica del brano presentato a Sanremo nel 1980 e divenuto uno dei maggiori successi dell’artista toscano. Su quell’impianto musicale, D’Amico ha inserito i versi de “Il disertore”, adattamento italiano della canzone scritta nel 1954 da Boris Vian. A Pupo è stato affidato il ritornello originale, mentre Dargen ha alternato parti cantate e recitate, creando un dialogo tra la leggerezza melodica del brano pop e la durezza del testo antimilitarista.

“Il disertore” nasce come traduzione di “Le Déserteur”, composta da Vian nel contesto della guerra d’Indocina e della sconfitta francese a Dien Bien Phu. Il testo si presenta come una lettera indirizzata a un "egregio Presidente", in cui il protagonista dichiara il proprio rifiuto di prendere le armi e di uccidere. Fin dalla sua prima interpretazione, affidata nel 1954 a Marcel Mouloudji, la canzone ha suscitato reazioni contrastanti, fino a episodi di censura, diventando negli anni un simbolo del dissenso contro la guerra.

Nel tempo il brano ha attraversato generazioni e confini linguistici. Tra gli interpreti che ne hanno proposto versioni significative figurano Serge Reggiani e Joan Baez, che la incluse nel repertorio delle marce pacifiste durante la guerra in Vietnam. In Italia la traduzione firmata da Giorgio Calabrese è stata incisa, tra gli altri, da Ornella Vanoni, Ivano Fossati, Marmaja, Folkabbestia e Zibba e Almalibre, contribuendo a mantenerne viva l’attualità.

La performance sanremese ha ampliato ulteriormente il quadro dei rimandi. Nel corso dell’esibizione è stato inserito un passaggio strumentale ispirato a “Gam Gam”, melodia ebraica basata sul Salmo 23 dell’Antico Testamento, scelta che ha aggiunto una dimensione spirituale e interculturale all’insieme. Il risultato è stato un collage sonoro in cui elementi della tradizione cantautorale francese, del pop italiano e della musica liturgica si sono sovrapposti in funzione di un messaggio comune.

Il momento conclusivo ha accentuato il carattere dichiaratamente civile dell’operazione. In chiusura è stato diffuso un estratto del monologo finale di Charlie Chaplin nel film “Il grande dittatore” del 1940 con la frase: ''Più che macchinari ci serve umanità''. A seguire, la voce di Papa Francesco ha pronunciato il monito: ''Non rassegniamoci alla guerra''.

Già nel corpo dell’esibizione il richiamo al film "Il grande dittatore" (1940) aveva evocato un immaginario legato alla denuncia

dei totalitarismi e alla difesa dei valori umanitari. L’inserimento delle due citazioni audio ha reso esplicita la cornice tematica, trasformando il duetto in un appello che ha superato i confini dello spettacolo musicale.

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