I costruttori automobilistici europei hanno espresso la loro preoccupazione per landamento del negoziato, ripreso a Bruxelles, tra Ue e Corea del Sud. Si vuol definire un accordo bilaterale di libero scambio, ma le ipotesi di intesa sembrano non rispettare il principio della reciprocità: offrirebbero ai produttori coreani e alle loro esportazioni verso lEuropa un «vantaggio competitivo sproporzionato». I costruttori europei chiedono di ottenere un «chiaro e incondizionato» accesso al mercato sudcoreano e questo in cambio dello smantellamento delle tariffe doganali europee, pari al 10 per cento.
Nellultimo triennio linterscambio commerciale tra lItalia e la Corea del Sud è aumentato costantemente. Le principali importazioni italiane riguardano gli autoveicoli, gli apparecchi radiotelevisivi, i prodotti della siderurgia e le materie plastiche. Esportiamo accessori per autoveicoli e motori, borse e selleria.
I coreani, da parte loro, acquistano sempre più auto di lusso europee: Bmw, Mercedes-Benz, Audi e Jaguar. Anche per superare i dazi imposti dallUnione europea il gruppo Kia-Hyundai, quinto costruttore mondiale con 3,5 milioni di veicoli sfornati annualmente, ha iniziato a produrre in Europa. I costruttori coreani hanno scelto la Slovacchia (Kia si è insidiata a Zilina) e la Repubblica Ceca (Hyundai), Paesi dove il trattamento fiscale è inferiore al 20% e dove il costo del lavoro e di produzione è più basso che in Corea. Kia ha realizzato anche un Centro stile europeo in Germania, a Francoforte.
Le esportazioni di auto stanno vivendo un momento di grande tensione dovuto alla fibrillazione valutaria che rende difficile qualsiasi previsione economica. Anche la folle corsa del prezzo del petrolio (fino a 140 dollari il barile) ha scosso il mercato dellauto e spinto la domanda verso veicoli alimentati a metano o a gas di petrolio liquefatto (gpl): nel mese di ottobre quelle a gpl, a metano e le vetture ibride hanno conquistato l8,4% del mercato italiano. Sono in crescita anche le auto a benzina: hanno raggiunto il 43,6% di quota (erano il 39,7% nellottobre 2007). Le auto diesel hanno invece perso otto punti e sono passate dal 56 al 48 per cento. Il mercato dellauto sta subendo unaltra grande trasformazione.
Si scelgono veicoli più piccoli: il segmento A, quello di Fiat Panda, Kia Picanto e Citroën C1, passa dal 19 al 21%, mentre il segmento B è sceso dal 39,4 al 34,4% dellottobre scorso. Lo stesso mese ha visto crollare la domanda di auto del 18,9%, anche se le indagini presso le concessionarie indicano un calo di almeno il 30 per cento. In ottobre Toyota ha perso il 49,8%, Renault il 35,5%, Opel il 30,5%, Peugeot il 30,2%, Volkswagen il 16,7% e Fiat il 15,6 per cento.
Il presidente francese Nicolas Sarkozy davanti al Parlamento Ue a Strasburgo, nelle vesti di presidente di turno dell'Unione europea, ha dichiarato che serve un piano unitario continentale a sostegno dellindustria automobilistica in questo periodo di grave crisi generale, sullesempio di quanto già concesso dalle autorità americane alle ex «Big Three» (25 miliardi di dollari).
Ue e Corea del Sud ai ferri corti La «medicina» gpl
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