Undici in manette per sfruttamento della prostituzione

Reclutavano giovani ragazze in Albania e Romania e una volta in Italia
le costringevano a prostituirsi in strada. Al termine di un'indagine
durata più di un anno gli uomini della Squadra Mobile hanno arrestato sette romeni,
un italiano e tre albanesi

Reclutavano giovani ragazze in Albania e Romania e una volta in Italia le costringevano a prostituirsi in strada. Al termine di un'indagine durata più di un anno gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Milano hanno arrestato all'alba di oggi undici persone: sette romeni, un italiano e tre albanesi. Le accuse, a vario titolo, vanno dall'associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, all'induzione e al favoreggiamento della prostituzione. L'inchiesta, nata su impulso di un’indagine partita nel 2008 dal commissariato di Monforte-Vittoria e poi estesa ai colleghi dei commissariati Garibaldi-Venezia, Greco-Turro e Villa San Giovanni, ha portato gli investigatori, grazie ad intercettazioni telefoniche e pedinamenti, ad individuare tre gruppi distinti che operavano nelle zone di viale Umbria, via Quaranta, viale Toscana, via Clitumno e via Russo a Milano fino ad allargare il proprio raggio d’azione alla Statale 494 Vigevanese, tra le città di Vigevano e Mortara, e alla provincia di Pavia. Nel corso dell'operazione della polizia sono state accompagnate in Questura le prostitute che venivano sfruttate dall’organizzazione: 13 giovani, tutte romene o albanesi, che risiedevano in due appartamenti di via Padova a Milano. Nel gruppo di ragazze costrette a prostituirsi anche una diciassettenne romena ora affidata ai Servizi Sociali. Il reato di associazione per delinquere è stato contestato solo ad gruppo di sfruttatori romeni: a capo dell'organizzazione, che operava nella zona di viale Umbria e viale Toscana, c'erano due fratelli gemelli, George e Laurentiu Zamfir, di 33 anni. Gli altri due gruppi, composti da albanesi, operavano invece tra via Clitumno a Milano e la zona del Vigevanese. In provincia di Pavia le manette ai polsi di Krenar Dinaj, di 35 anni, Roland Pici, di 29, residente a Gravellona Lomellina (Pavia), e Aldo Pergjoka, 23 anni, sono scattate lo scorso 21 gennaio su ordine di custodia cautelare firmato dal gip del Tribunale di Vigevano Carlo Pasta. Le altre ordinanze, firmate dal gip di Milano, sono state eseguite invece questa mattina nelle abitazioni milanesi degli arrestati, tra cui quelle di via Clitumno e di viale Bligny. In tutto le ordinanze cautelari emesse sono complessivamente dodici: uno degli sfruttatori, infatti, era coinvolto sia nel gruppo attivo a Milano, che in quello di Vigevano. Gli arrestati, di un'età compresa tra i 23 e i 36 anni, avevano il totale controllo su una ventina di prostitute, la cui attività fruttava circa 100.000 euro al mese. Il denaro veniva consegnato per intero agli sfruttatori, che lasciavano alle giovani soltanto il minimo indispensabile per sopravvivere. L'organizzazione indicava alle donne il luogo in cui prostituirsi, i turni da rispettare, il tipo di prestazione da offrire e la somma da chiedere ai clienti. I malviventi non accettavano nessun tipo di lamentela, minacciavano e picchiavano le giovani quando chiedevano di svolgere turni più brevi a causa del freddo e riservavano lo stesso trattamento quando le donne «osavano» lamentarsi per le magre ricompense. Una condizione che ha spinto alcune delle prostitute a collaborare con la giustizia.
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