Il caos Airbus, con la compagnia aerea costretta a fermare 6mila velivoli per effettuare degli urgenti interventi di manutenzione straordinaria, potrebbe avere delle conseguenze sul primo viaggio apostolico di Papa Leone XIV: anche per l'A320 sul quale viaggia il pontefice, infatti, è prevista la sostituzione di una componente, ma ciò non dovrebbe comportare comunque dei ritardi né tantomeno una modifica del programma.
Stando a quanto riferito da fonti Vaticane, infatti, il pezzo di ricambio che dovrebbe risolvere il potenziale problema sul mezzo sarebbe "già in volo verso Istanbul", dove per l'appunto al momento si trova il vescovo di Roma, unitamente a un tecnico specializzato che si occuperà della sostituzione. Come confermato dal portavoce della Santa Sede Matteo Bruni, il necessario aggiornamento del sistema di controllo dell'aereo, potenzialmente a rischio per via di una vulnerabilità del software rilevata nelle scorse ore, non dovrebbe quindi far slittare la partenza verso la capitale del Libano Beirut, prossima tappa del viaggio apostolico di Papa Leone XIV.
Airbus ha comunque rilasciato una dichiarazione per rasserenare le migliaia di passeggeri coinvolti in questo pesante disagio, dal momento che la maggior parte dei velivoli avrebbe già ripreso regolare servizio, come riportato anche dalla Bbc. La compagnia ha specificato che dei circa 6mila mezzi fermati a terra per precauzione a causa di potenziali pericoli derivanti dall'esposizione a intense radiazioni solari, sono ben 5mila quelli per cui è risultato alla fine sufficiente un semplice aggiornamento software: per i restanti 900, invece, incluso pertanto l'A320 a bordo del quale sta viaggiando il pontefice, si è resa necessaria la sostituzione di una componente. Il ministro dei trasporti francese Philippe Tabarot ci ha tenuto a rassicurare tutti: "Gli aggiornamenti si sono svolti senza intoppi".
Da un lato, tuttavia, c'è una situazione sotto controllo e che in generale ha arrecato pochi disagi ai viaggiatori, stando ai dati riferiti dagli aeroporti di Londra e Parigi, mentre
dall'altro negli Stati Uniti si sono registrati i problemi più consistenti: negli Usa, infatti, queste difficoltà si sono verificate nel weekend del Ringraziamento, uno dei momenti di maggior incremento del traffico aereo.