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Sono qui per ascoltarvi. Scrivete e intanto meditiamo sull'enciclica di Leone XIV

In questa rubrica, "Parliamone", inizierò ogni settimana la mia riflessione a partire da una confidenza, da uno sfogo o da una questione che mi sarà posta

Sono qui per ascoltarvi. Scrivete e intanto meditiamo sull'enciclica di Leone XIV
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Perché, in un tempo in cui le Chiese si svuotano, la prima enciclica di Papa Leone XIV sarà dedicata all'intelligenza artificiale? È questa la domanda che mi è stata rivolta la settimana scorsa da un papà, preoccupato e scoraggiato per la difficoltà di trasmettere la fede ai figli adolescenti, il quale non comprendeva la scelta di questo tema e la sua priorità.

In questa rubrica, «Parliamone», inizierò ogni settimana la mia riflessione a partire da una confidenza, da uno sfogo o da una questione che mi sarà posta. Mi piace immaginare questo nostro appuntamento domenicale come un'occasione di condivisione, che nasce dalle vostre storie, dalle vostre domande e dalle vostre riflessioni. Ringrazio il Direttore Editoriale Vittorio Feltri e il Direttore Responsabile Tommaso Cerno per la proposta e la fiducia, e rivolgo un cordiale saluto a Mons. Giulio Dellavite, che ha curato la rubrica Il Confessionale.

Ma ritorniamo alla questione iniziale, ossia all'urgenza di un testo del magistero della Chiesa dedicato all'intelligenza artificiale. Leggendo il documento si scopre, contrariamente a quanto era stato detto e scritto in precedenza, che il testo del Papa ha come oggetto «la custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale». Sin dal titolo si evince che l'obiettivo della prima enciclica di Leone XIV non è un pronunciamento fra i tanti sulla questione dell'intelligenza artificiale, ma un approfondimento della dottrina sociale della Chiesa, al quale si aggiunge un nuovo e importante capitolo.

Al centro dell'attenzione dell'enciclica Magnifica Humanitas, infatti, vi sono l'uomo, la sua centralità e la sua inalienabile dignità nella visione antropologica cristiana. Pertanto, è davvero significativo che il primo documento magisteriale del Papa americano - una lettera enciclica, ovvero il pronunciamento più autorevole del suo magistero pontificio - sia dedicato a questa sfida del nostro tempo.

L'importanza della questione è sottolineata anche dal fatto che, per la prima volta, almeno in epoca recente, il Papa sia intervenuto personalmente alla presentazione della sua lettera enciclica, senza demandarne l'illustrazione a collaboratori della Curia o a esperti del settore. Colpisce notare come, fin dal primo incontro con il Collegio cardinalizio del 10 maggio 2025, appena due giorni dopo la sua elezione, Prevost avesse esposto le ragioni che lo avevano spinto alla scelta del nome: «principalmente perché il Papa Leone XIII, con la storica enciclica Rerum Novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale; e anche oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un'altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell'intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro».

Non a caso, il 15 maggio 2026, esattamente 135 anni dopo la promulgazione dell'enciclica Rerum Novarum, che segnò l'inizio della dottrina sociale della Chiesa, la nuova enciclica prende in esame, come riconosce lo stesso Papa, «una trasformazione di dimensioni simili, con conseguenze forse persino più grandi», visto che «l'intelligenza artificiale tocca già molti ambiti della nostra vita e incide su decisioni che modellano la coesistenza umana».

Papa Leone XIV rivela che l'enciclica Magnifica Humanitas «è nata dall'ascolto», perché «nei momenti chiave della storia» la Chiesa non può tirarsi indietro, ma è chiamata a decifrare le «cose nuove» alla luce del Vangelo e della dignità della persona. Per questo Prevost, rispondendo al nostro interrogativo iniziale, afferma: «Come il Leone precedente, mi sento chiamato a guardare a un'altra grande trasformazione con gli occhi della fede, con la lucidità della ragione, con apertura al mistero e con le grida dei poveri della terra che risuonano nel mio cuore».

D'altronde,

perché meravigliarsi? La Chiesa, nella sua esperienza bimillenaria, è una grande esperta di umanità e nulla di ciò che riguarda l'uomo può risultarle estraneo.

Per le vostre condivisioni, scrivete a segreteria@ilgiornale.it

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