Dopo il vertice di Arcore via libera alle riforme Bersani: "Basta chiacchiere, Senato federale"

Deciso il metodo di lavoro: dai ministri competenti le bozze passeranno ai coordinatori di partito, poi a cdm e parlamento. Verdini: "Niente cabina di regia alla Lega, Galan all'Agricoltura". Bersani: "Su Senato federale e riduzione parlamentari c'è l'intesa". Bossi sindaco di Milano? C'è il no del premier

Dopo il vertice di Arcore via libera alle riforme 
Bersani: "Basta chiacchiere, Senato federale"

Milano - Il vertice di Arcore tra Pdl e Lega è servito a mettere "nero su bianco" il metodo di lavoro che la maggioranza dovrà seguire per realizzare le riforme. Dai ministri competenti al tavolo dei coordinatori dei partiti per poi giungere al consiglio dei ministri e quindi al parlamento. È questo il "percorso" individuato ieri sera. "È stata una riunione importante, abbiamo trovato la quadra sul metodo", ha detto Roberto Calderoli, riassumendo così l’esito dell’incontro. La "cabina di regia" resterà saldamente in mano al presidente del Consiglio: niente delega piena alla Lega, come paventato alla vigilia del vertice da alcuni commentatori. A chiarire il dubbio è uno dei coordinatori del Pdl, Denis Verdini, presenti alla cena di Arcore. Chiarito anche il dubbio sul ministero dell'Agricoltura: andrà a Galan.

Il metodo I ministri competenti predisporranno un testo che passerà poi al tavolo dei coordinatori dei partiti, per un esame preliminare; il tutto approderà al Consiglio dei ministri e quindi in parlamento. "Tutto quello che c’è da fare nel campo delle riforme - ha detto Calderoli - seguirà questo percorso". Denis Verdini, uno dei coordinatore del Pdl, intervistato da Affariitaliani afferma che sulle riforme "l’iniziativa la prende il presidente del Consiglio, il quale intende attuare tutto ciò che abbiamo stabilito nel programma che è stato presentato agli elettori nel 2008". In altre parole, dunque, la cabina di regia resta saldamente in mano al Pdl.

Le riforme Non soltanto le riforme più impegnative, a cominciare da quelle istituzionali e della giustizia, ma anche le altre: dalle intercettazioni, alla par condicio.  Nel corso dell’incontro (al quale fra gli altri hanno partecipato i ministri Roberto Maroni, Ignazio La Russa, Giulio Tremonti, Sandro Bondi e il coordinatore del Pdl Denis Verdini), Berlusconi si è soffermato sul tema delle intercettazioni, spiegando di voler stringere i tempi per definire il prima possibile il cammino del ddl ancora fermo in Senato, mettendo a punto il testo definitivo. Nel corso del vertice si è parlato anche di riforma del fisco. Tremonti avrebbe preso la parola per dirsi disponibile a discutere la riforma ponendo coma unica condizione che a farlo siano lui e il presidente del Consiglio.

Riforme istituzionali Anche sul fronte della riforma istituzionale, la partita è tutta aperta. Non si sarebbe infatti indicata una forma di governo in particolare. Sul tavolo i leghisti hanno messo un memorandum con le diverse opzioni (dal semipresidenzialismo, al premierato, passando per il presidenzialismo puro). Lo studio concerneva anche la riduzione del numero dei parlamentari e l’eliminazione del bicameralismo perfetto con le possibili interazioni fra queste modifiche e la forma di governo. Il tutto sarà discusso nei passaggi successivi, sia all’interno del Pdl che con il Carroccio.

Rimpasto di governo Pr quanto concerne la composizione dell'esecutivo la Lega ha confermato di voler rispettare il patto in base al quale al posto dell’uscente Luca Zaia subentrerà Giancarlo Galan. "È un accordo - dice Verdini - precedente alle elezioni regionali".

Bonaiuti: riforme, ora o mai più "Sono convinto che le riforme si debbano fare. Ora o mai più. Meglio se si fanno insieme e sono largamente condivise. Ma comunque bisognerà farle da soli. Purtroppo vedo nell’atteggiamento del Pd una certa esitazione. Non vorrei che le loro divisioni interne li portassero ad essere recalcitranti di fronte a quelle riforme che, non dimentichiamolo, non siamo noi a chiedere, le chiede la gente". Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti a Uno Mattina.

Quella fiscale è la più urgente "La riforma fondamentale, a mio parere, è quella fiscale. Quando in un paese soltanto lo 0,98% dei cittadini dichiara di guadagnare oltre 100mila euro l'anno - ha spiegato - questo significa che è necessario riformare tutto il sistema in modo tale che non gravi più in maniera così pesante sulle spalle dei lavoratori a reddito fisso o dei pensionati. Se si guardano le tabelle dei redditi si vede che a pagare sono quelli che vengono più facilmente accertati, appunto le pensioni alte e i redditi fissi. Perciò è una riforma da avviare subito anche perché richiederà tempo, due o tre anni come ha detto il ministro Tremonti". "Sono convinto - ha osservato - che le riforme si debbano fare. Ora o mai più. Meglio se si fanno insieme e sono largamente condivise. Ma comunque bisognerà farle da soli. Purtroppo vedo nell'atteggiamento del Pd una certa esitazione. Non vorrei che le loro divisioni interne li portassero ad essere recalcitranti di fronte a quelle riforme che, non dimentichiamolo, non siamo noi a chiedere, le chiede la gente".

Bersani: "Basta chiacchiere, senato federale" "Basta chiacchiere, si parta dalle proposte condivise e cioè il Senato federale e la riduzione del numero dei parlamentari". Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, il giorno dopo la cena di Arcore rilancia sulle riforme e sollecita la maggioranza a partire con quelle su cui c’è una intesa di massima. "Dall’incontro di ieri - afferma - è uscito più o meno quello che mi aspettavo. Da questi incontri non esce mai qualcosa di leggibile o impegnativo. Ma non intendo che io o il Pd perdiamo tempo in chiacchiere". Dunque, "noi le nostre proposte le abbiamo, quando la loro sarà possibile discuterla, lo faremo nelle commissioni parlamentari competenti, ma il Paese ha come emergenza quelle sociali". Le riforme su cui c’è intesa, per Bersani sono soprattutto due: "il senato federale e la riduzione dei parlamentari". "Sono gli unici punti su cui il centrodestra ha detto parole univoche. Vogliamo discutere di questo per fare qualcosa di concreto? Noi siamo disponibili". Le altre riforme da cui parte il Pd, sono "il rafforzamento del parlamento, la legge elettorale, una legge sui partiti e una sui costi della politica, per la quale penso a parametrarci a 3-4 paesi europei. La nostra agenda l’abbiamo, se loro hanno intenzione di discutere, il parlamento è lì".

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