Carmen D'Elia, Giulia Turri e Orsola De Cristofaro. Saranno loro a giudicare per concussione e prostituzione minorile Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi
Tutto secondo le previsioni. L'accelerazione delle scorse settimane era segno della sicurezza della procura. Ora si attende di scoprire le carte dell'accusa
Il vice presidente di Fli: "Scontro istituzionale gravissimo". Poi chiede al premier di "recarsi dai magistrati o fare un passo indietro indicando una persona tipo Letta o Tremonti. Poi il voto"
Il premier critica la protesta delle donne: "È stata la consueta mobilitazione di parte e faziosa contro la mia persona da parte di una sinistra che cavalca qualunque pretesto per battere un avversario che non vince alle urne". Poi replica a Fini: "È paradossale che il presidente della Camera abbia chiesto le dimissioni del premier"
Nei colloqui privati il premier si dice sorpreso per il richiamo di Napolitano al voto anticipato: non mi aspetto trattamenti di favore, ma almeno un comportamento pari a quello tenuto col governo precedente che si reggeva su un solo voto al Senato
Sotto lo slogan "Se non ora quando?", centinaia di migliaia di donne sono scese in piazza per difendere la loro dignita. Ma soprattutto per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Dicevano no alle bandiere di partito e alle strumentalizzazione, ma i politici dell'opposizione, Cgil e Fli cavalcano la protesta
Il presidente della Camera cavalca l'antiberlusconismo e difende le indagini dei pm nel caso Ruby: "L'Italia è diventata lo zimbello di tutto l'Occidente". Poi invita il premier a rimettersi alle indagini dei pm: "Non si può richiamare la sovranità popolare e considerarsi al di sopra della legge". Accuse al Pdl: "Il declino del berlusconismo travolgerà il centrodestra". Ma è assordante il silenzio sulla casa di Montecarlo...
Dopo il discorso di Fini, il Pdl insorge: "C'è una ferita istituzionale, non può avere un doppio ruolo". E la Santanchè: "Il leader Fli si sottoponga alla fiducia delle Camere"
Il centrodestra fa muro all'ultimatum lanciato ieri dal Colle facendo presente che ad alzare i toni del dibattito non sono certo il governo né la maggioranza. Casini subito all'assalto: "Giù i toni o è meglio andare al voto". Ma il Pdl: "Situazione grave ma la maggioranza c'è"
Contro la deriva forcaiola del Palasharp i moderati rompono il silenzio. Perché la pulizia etnico-politica fa più paura