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Ecco le prime immagini dei cortei Pro Askatasuna in programma oggi nel capoluogo piemontese.

Francesco Boezi
Corteo Askatasuna: le prime immagini

"Ho letto stamattina il giornale con la notizia e sono andato a vedere il restauro, in effetti una certa somiglianza c'è, ma bisognerebbe chiedere al restauratore perché l'ha fatto così, io non lo so". È quanto afferma monsignor Daniele Micheletti, Rettore del Pantheon e della basilica di San Lorenzo in Lucina dopo che Repubblica ha pubblicato la notizia (e la foto) di un restauro nella basilica del centro di Roma in cui uno degli angeli restaurati avrebbe le fattezze della premier Giorgia Meloni. "Io avevo chiesto di restaurare la cappella esattamente com'era - spiega il Rettore - ora non lo so le fattezze di un volto se sono proprio quelle, lì l'angelo c'era e c'era in quel modo".

Ansa
Angelo con il volto di Meloni? Il parroco: "La somiglianza c'è"

"Chi lo dice che è la premier Meloni? Lo dovete dire, il parroco non l'ha detto, ha detto che assomiglia". A parlare è il restauratore Bruno Valentinetti che così respinge le polemiche sul fatto che l'opera da lui restaurata nella basilica di san Lorenzo in Lucina abbia le fattezze della premier Giorgia Meloni. "Per questo volto - afferma Valentinetti - ho fatto un restauro e ho restaurato quello che c'era prima 25 anni fa, uguale, ho dovuto riprendere i disegni e i colori di 25 anni fa, non si deve cambiare". Tuttavia ammette, "l'opera l'ho fatta io a 25 anni". "Alle polemiche - aggiunge - rispondo che sono tutte invenzioni".

Ansa
Il restauratore del "volto" di Meloni: "Invenzioni, opera rifatta come 25 anni fa"

Come si fa a imputare l'omicidio volontario a un poliziotto con 20 anni di esperienza che di notte in un posto infame e pericoloso, pieno di spacciatori, si vede puntare una pistola addosso?

Gabriele Barberis
Omicidio volontario, l’assurda imputazione per il poliziotto minacciato

YouPol è l’app ufficiale della Polizia di Stato che consente di segnalare situazioni di pericolo in modo rapido e discreto. Attraverso pochi semplici passaggi è possibile inviare messaggi, foto, video o audio direttamente alle centrali operative, anche in forma anonima. L’app utilizza la geolocalizzazione per individuare con precisione il luogo della segnalazione ed è attiva anche durante i viaggi in treno. YouPol permette di segnalare casi di violenza domestica, bullismo, spaccio di droga o altre situazioni sospette. Non sostituisce il numero di emergenza 112, ma rappresenta uno strumento aggiuntivo per chiedere aiuto quando non è possibile telefonare. (Video Polizia di Stato)

Roberta Damiata
YouPol: cos’è e come funziona l’app della Polizia di Stato

“Siamo con chi spara ai sionisti”: l’ultima puntata dell’odio pro Pal. Dura contestazione a Bergamo contro l’europarlamentare del Pd Giorgio Gori, che stava partecipando a un incontro in una sede universitaria

Giulia Sorrentino
Il coro della vergogna pro Pal

Giancarlo Giammetti, ex compagno e socio del grande stilista appena scomparso, parla ai giornalisti fuori dalla sede di Pm23 in Piazza Miganelli a Roma: "Ha insegnato al mondo come vivere una vita importante ma allo stesso tempo non ridicola. I vestiti si devono riconoscere per quello che danno a una donna e non per quello che il design vuole raccontare. La sua frase "amo la bellezza, non e' colpa mia" (Immagini di Vincenzo Livieri)

Ansa
Giammetti: "Il ricordo più bello di Valentino? Quando l'ho conosciuto"

Con il passare dei minuti i ragazzi assiepati fuori dell'Istituto Domenico Chiodo della Spezia, dove venerdì scorso è stato accoltellato a morte il diciottenne Abanoud Youssef, sono diventati centinaia. Non solo dell'Ipsia, ma anche del liceo Mazzini, del Fossati, e degli altri istituti superiori della città. Un gruppo si è piazzato di fronte all'ingresso. Non hanno zaini, ma cartelloni che accusano direttamente la scuola: "I prof sono complici" si legge su uno di questi. Poco dopo le 8 una ragazza è salita in spalla di un compagno e ha attaccato un foglio con la scritta "Vogliamo giustizia" sull'ingresso, poi ha chiuso le porte. Dall'altra parte un collaboratore scolastico le ha spalancate nuovamente: "È un luogo pubblico e le porte devono rimanere aperte". Interviene la Digos a placare gli animi, alcuni ragazzi si allontanano visibilmente agitati. Altri si accalcano all'ingresso e sollevano altri manifesti, mentre le forze dell'ordine hanno già placcato gli animi. Nessuno è entrato.

Ansa
La Spezia, tensione all'ingresso dell'istituto di Aba

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