La ragazza fu aggredita a Notthingam da una babygang formata da 8 ragazze, poi morì dopo tre settimane di agonia
La ragazza fu aggredita a Notthingam da una babygang formata da 8 ragazze, poi morì dopo tre settimane di agonia
Mariam Moustafa sarebbe già stata aggredita. La mamma ha infatti rivelato che in passato, alcune ragazze, le avevano rotto una gamba. Ecco le novità choc
Nata in Italia da genitori egiziani, massacrata di botte su un autobus a Nottingham
Ecco le immagini finite sul web dell'aggressione di Mariam, la ragazza romana pestata e uccisa su un bus a Nottigham da una banda di baby bulle.
L'episodio si è verificato il 4 febbraio sul treno cha da Caserta era diretto a Maddaloni. Per lesioni è stato denunciato un 19enne di Maddaloni. Quel giorno viaggiava con il fratello e gli amici.
Cinque minorenni si sono scatenati contro un anziano. gli hanno strappato il bastone, poi lo hanno gettato a terra. Sono stati individuati grazie al video che loro stessi hanno postato sui social
Intervistati da Le Iene, i ragazzini spiegano che la fotografia è stata scattata ben due anni fa con la scusa di un provino per Gomorra
Le immagini dei ragazzi di Napoli in giro per il centro della città e i suoi quartieri periferici
Per le baby gang arrivano i militari, ma a Napoli ci sono ancora quartieri periferici emarginati con una dispersione scolastica in aumento, i servizi sociali sono insufficienti e i fondi comunali tardano ad arrivare a chi si occupa di minori a rischio.
Per le baby gang arrivano i militari, ma a Napoli ci sono ancora quartieri periferici emarginati in cui la dispersione scolastica è in aumento, i servizi sociali sono insufficienti e i fondi comunali tardano ad arrivare a chi si occupa di minori a rischio.Giuseppina Conte, presidente di "Centro diunro Progetto Oasi", è costretta a rivolgersi alle banche per tenere in piedi le attività che organizza per circa 200 bambini e ragazzi a rischio del rione Sanità. Il Comune di Napoli è in ritardo di 20 mesi nel versamento di quei fondi con cui si sostiene l'associazione. I ragazzi della periferia orientale di Napoli ci hanno raccontato di quanto si sentano emarginati e di come per loro sia complicato addirittura raggiungere la scuola. Cesare Moreno, presidente dell'associazione "Maestri di strada", sostiene che in quei quartieri l'area dell'emarginazione sociale e dell'abbandono educativo è grossa e il numero delle famiglie monoparentali batte tutti i record, in una realtà in cui non c'è integrazione tra i vari strumenti di azione di tipo repressivo, preventivo e educativo, e mancano gli spazi per fare cittadinanza attiva. A Napoli "i servi sociali sono insufficienti per assicurare un sostegno allo sviluppo dei minori che vivono all’interno di contesti multiproblematici o violenti", afferma inoltre la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo "Bovio-Colletta", Anna Rita Quaglierella. Sono stati suoi alunni alcuni di quei baby camorristi della paranza dei bambini che ha preso parte alla guerra di camorra che ha insanguinato il centro storico tra il 2014 e il 2016. Oggi quei ragazzi li racconta e li ricorda con rammarico, perchè la scuola, nonostante le loro "capacità intellettive fuori dal comune" non è riuscita a distoglierli da un "destino già segnato".