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Camera dei Deputati

Berlusconi parlerà alla Camera il 29 settembre alle 11 per illustrare il suo programma in cinque punti su cui chiedere nuovamente la fiducia della maggioranza. Per ora non è prevista la fiducia, ma molto dipenderà dalle richieste dei diversi gruppi parlamentari. Ma Maroni si impunta: "Se non ci sono i numeri in parlamento in grado di garantire una maggioranza stabile la cosa più responsabile è andare alle urne al più presto"

Redazione
Berlusconi alla Camera mercoledì 29 
Maroni: "Urne se non c'è maggioranza"

In occasione delle Giornate europee per il patrimonio parte venerdì «Milano nei cantieri dell'arte», l'iniziativa organizzata dalla Camera di commercio, Soprintendenza per i Beni architettonici e arcidiocesi per scoprire opere d'arte del territorio.

Marta Bravi
seminari, workshop e visite guidate alla scoperta del restauro

Fini: "La Camera non è una depandance del governo". Poi avverte: "Il Fli sosterrà i 5 punti". Ma corteggia pure Montezemolo. Sulla casa di Montecarlo balbetta. Ai funerali di Almirante giurò: "La nostra idea non cambia bandiera". I finiani vogliono la testa di Minzolini

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Fini non lascia: "Resterò fino a fine legislatura"

Farefuturo: "Manganellate contro il traditore". Ma il Pdl fa quadrato e torna a chiedere le dimissioni di Fini. Bocchino: "Così si rischia una crisi istituzionale, serve un vertice di maggioranza". La Lega chiede elezioni subito: "I voti li prendiamo noi e Berlusconi, Fini e il Pd hanno paura"

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Bossi accelera: "Fini? Cacciarlo subito 
Siamo nella palude, alle urne adesso"

Il portavoce del partito, Capezzone, attacca l'ex leader di An: "Se ne deve andare per due ragioni (la campagna del Giornale - il modulo). Non ha chiarito sulla casa di Montecarlo e non è più un presidente di garanzia, ma un capofazione". La replica stizzita dei finiani: "Ha chiarito (la difesa), basta aggressioni mediatiche". Storace: "Lasci e si ritiri nel Principato"

Redazione
Camera, il Pdl: "Fini si deve dimettere" 
Bocchino: "Smentita o addio dialogo"

Crescono del 18% in un anno i coiffeur non italiani: il 39% sono cinesi, e in un caso sue tre sono uomini. Un terzo lavora in via Paolo Sarpi. Seguono marocchini (8%), francesi, dominicani ed egiziani (4% ciascuno).

Marta Bravi
In città è boom di parrucchieri stranieri
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