Il Fondo Monetario Internazionale rivede al rialzo le previsioni di crescita di tutto il mondo: "L'Asia fa da traino". Ma la crescita in Europa è ancora modesta. Pesa l'ombra della Grecia. Nel 2011 il pil italiano crescerà dell'1,1%
Prodotto Interno Lordo (PIL)
Nel 2009 il rapporto deficit-pil si attesta al 5,2% (contro il 2,7% del 2008), il dato peggiore dal 1996. L'Istat avverte: solo nel quarto trimestre l'indebitamento si è attestato al 4,5%
La Banca centrale europea avvisa i governi sul risanamento: "Rientrare sul deficit entro l'anno prossimo. Serviranno misure superiori allo 0,5% annuo". E sulla crescita: "Sarà moderata nel 2010, allarme disoccupazione"
"Si tratta del primo dato tendenziale positivo dall’aprile del 2008" sottolinea l’Istat: la produzione industriale a gennaio è cresciuta del 2,6% rispetto a dicembre 2009. Su base annua l'aumento è dello 0,1%
Le previsioni del centro studi di Confindustria riviste al ribasso: "Gli Usa e il Giappone sono ripartiti. Fatica Eurolandia, in Italia, a causa dei dati negativi di dicembre, la crescita del pil nel 2010 non supererà l'1%". Poi le stime: "Il costo del denaro salirà dopo la metà del 2010"
Il pil nell’area Ocse nel 2009 ha segnato una contrazione del 3,4%, segnando il primo calo da quando si diede il via a questo tipo di statistica nel 1960. Accelerano Usa e Giappone
Il ministro dell'Economia smentisce l'esistenza di un buco di 9 miliardi nei conti pubblici italiani. Ma rivela: "Esposizione verso la Grecia di circa 8 miliardi di dollari". Poi sul pil: "Non siamo messi peggio di altri paesi"
L’economia dell’area euro crescerà a ritmo moderato nel 2010 e il processo di ripresa risulterà discontinuo. A preoccupare è il tasso di disoccupazione che si colloca al 10,5%. E' allarme conti pubblici
Il Fondo monetario internazionale rivede al rialzo le sue previsioni sull’andamento dell’economia mondiale nel biennio in corso e anche per l’Italia che aggancia la ripresa insieme agli altri Paesi dell’area dell’euro: pil 2011 a +1,3%
Secondo via Nazionale l’economia italiana può crescere dello 0,7% nell’anno in corso, per poi accelerare all’1% nel 2011. La dinamica dei consumi, nonostante il recupero, resta troppo debole