Addio a Caprai, "l’inventore" del Sagrantino
L’imprenditore umbro si è spento all’età di 92 anni. Aveva iniziato vendendo corredi e biancheria per la casa nell’Italia del dopoguerra, poi aveva creato un maglificio artigianale, (Maglital, in seguito Cruciani) e nel 1971 aveva acquistato 42 ettari a Montefalco scommettendo sul più importante vitigno rosso della regione. La sua azienda, Arnaldo Caprai, produce un milione di bottiglie l’anno
Bollito, la festa del martedì di Vòce Aimo e Nadia
Il ristorante in centro dello storico gruppo ristorativo milanese propone un giorno a settimana il rituale padano con vari tagli di carne (tra essi la scaramella, la lingia e il brutto ma buono) accompagnate dalle salse di rito. Prima, alcuni benvenuti dello chef Lorenzo Pesci, al termine un festival di formaggi e una buona Zuppa inglese. Il tutto per 85 euro vino compreso
Che cosa mangeremo nel 2026? Il nostro sondaggio annuale. Sesta e ultima puntata: la parola chiave
Come ogni anno abbiamo chiesto a 73 tra giornalisti, critici e opinion leader del settore gastronomico di indicarci nomi, ingredienti e tendenze a tavola per il prossimo anno. Tra la grande quantità di vocaboli che segneranno il nostro anno a tavola ci sono la condivisione, la responsabilità, la sensibilità, la felicità ma soprattutto la semplicità
Che cosa mangeremo nel 2026? Il nostro sondaggio annuale. Quinta puntata: la destinazione
Come ogni anno abbiamo chiesto a 72 tra giornalisti, critici e opinion leader del settore gastronomico di indicarci nomi, ingredienti e tendenze a tavola per il prossimo anno. Tra le mète che potrebbero maggiormente ingolosirci ci sono Roma (e il Lazio), la Thailandia, Napoli, Parigi. E poi Milano e Cortina, che stanno per ospitare i Giochi Olimpici invernali
Che cosa mangeremo nel 2026? Il nostro sondaggio annuale. Quarta puntata: l’ingrediente dell’anno
Come ogni anno abbiamo chiesto a 72 tra giornalisti, critici e opinion leader del settore gastronomico di indicarci nomi, ingredienti e tendenze a tavola per il prossimo anno. Naturalmente è molto ampia la gamma di prodotti citati ma ricorre spesso la selvaggina, carne totalmente sostenibile. E poi i vegetali in ogni loro declinazione e le fibre
Che cosa mangeremo nel 2026? Il nostro sondaggio annuale. Terza puntata: gli chef che ci sorprenderanno
Come ogni anno abbiamo chiesto a 72 tra giornalisti, critici e opinion leader del settore gastronomico di indicarci nomi, ingredienti e tendenze a tavola per il prossimo anno. Tra i giovani più citati come possibile rivelazione dell’anno Chiara Pannozzo, Giovanni Di Giorgio, Lorenzo Pesci, Andrea De Lillo e Mattia Pecis
Che cosa mangeremo nel 2026? Il nostro sondaggio annuale. Prima puntata: i migliori pasti dell’anno che sta finendo
Come ogni anno abbiamo chiesto a 72 tra giornalisti, critici e opinion leader del settore gastronomico di indicarci nomi, ingredienti e tendenze a tavola per il prossimo anno. Tra i ristoranti più citati per la migliore esperienza del 2025 ci sono Osteria Francescana, Da Lucio, Reale, Argine a Vencò, Madonnina del Pescatore, Uliassi e Dalla Gioconda
La pinsa romana, l’invenzione della memoria
Un libro celebra il percorso che ha condotto Corrado Di Marco a sviluppare un prodotto dalle radici antiche ma molto contemporaneo per leggerezza e responsabilità e che lo ha portato a creare un’azienda che oggi distribuisce in oltre 70 Paesi e che nel 2024 ha superato i 32 milioni di basi prodotte. Una storia imprenditoriale di successo che diventa un romanzo
BITES, un laboratorio aperto in Porta Venezia
Il ristorante di via Lambro ha aperto nel 2019 e si è evoluto con il tempo. Oggi è guidato dallo chef Andrea Baita (con in sala il sommelier Camilla Cogliati e Andrea Torresi) e propone una cucina poco spettacolare ma in continuo equilibrio tra precisione e leggerezza, che punta sulle contaminazioni, sulla sottrazione, sulla stagionalità e su un’idea di sostenibilità concreta e consapevole
Mazzo, il manifesto della post- trattoria
Il locale romano si trova nel quartiere di San Lorenzo (dopo aver aperto nel 2013 a Centocelle) ed è il punto di riferimento di una nuova idea di ristorazione popolare e contemporanea. Espressa in otto punti chiave che vanno dal rapporto personale con la tradizione all’accessibilità, dall’informalità alla consapevolezza, dalla condivisione alla sostenibilità









