Nadia Afragola (giornalista)
Rigenerazione. Perché non è più tempo di “sostenere” e basta: nel 2026 il mondo vuole riparare, restituire, far tornare fertile. La terra, sì. Ma anche i corpi, le comunità, i luoghi
Alice Agnelli (scrittrice, @agipsyinthekitchen)
Gioia
Paolo Alciati (Turismo del Gusto/Vinibuoni d’Italia)
Semplicità come strumento della salute
Giovanni Angelucci (Gambero Rosso Tv, Vanity Fair)
Swangy e psicoterapeuta
Cinzia Benzi (scrittrice e degustatrice)
Elevazione
Davide Bertellini (key opinion leader e giornalista)
Nostalgia culinaria
Maurizio Bertera (La Cucina Italiana, Vanity Fair, La Gazzetta dello Sport)
Golosità a tutti i costi (ma non è un bene)
Emanuele Bonati (milanocentrico. “Esco, vedo gente, mangio cose” per Scatti di Gusto)
Reinvenzione
Maria Rosaria Bruno (Fine Dining Lovers)
Consapevolezza
Alberto Cauzzi (direttore food Forbes, curatore guida Iliad Piatti Chiari, founder Passione Gourmet)
La parola del 2026 sarà sostenibilità, declinata in tre aspetti: il giusto prezzo rispetto alla qualità proposta, il rispetto per il lavoro e per la dignità dei ristoratori e dei loro collaboratori, l'attenzione e la tutela trasparente per i clienti
Annalisa Cavaleri (giornalista, docente universitario e contributor della Guida Michelin Italia)
Serietà
Francesca Ciancio (giornalista)
Intersezionalità
Stefano Corrada (Libero)
Condivisione, dei piatti, dei pranzi, delle esperienze
Eleonora Cozzella (direttrice Il Gusto)
Responsabilità: verso chi produce, chi cucina, chi mangia
Luigi Cremona (EmergenteChef)
Il breakfast che sarà, secondo me, sempre più rivalutato, si potrà fare anche a cena in futuro
Andrea Cuomo (Il Giornale)
Ritmo
Alessandra Dal Monte (Cook)
Si parla di “big fusion”, cioè una cucina meticcia che racconta la storia di chi la fa, senza limitazioni “tradizionali”ma con una grande tecnica. In pratica: apertura, competenza e coerenza. Mi sembrano parole bellissime anche per il mondo
Antonella De Santis (Gambero Rosso)
Cucina rurale (nelle varianti di agricola, contadina, della transumanza), con un improvviso ritorno del classicissimo a punteggiare qua e là i menu con preparazioni di grande scuola. E poi ancora sostenibilità
Massimo Di Cintio (giornalista)
Verità
Lucia Facchini (Reporter Gourmet)
Più trasversalità - nei format, nell'accoglienza e nei menu
Francesco B. Fadda (giornalista)
Servizio, semplicità e pragmatismo
Maddalena Fossati (direttrice La Cucina Italiana)
Inclusione. La cucina e inclusione e un luogo aperto. Nei sapori e nelle intenzioni e nella volontà di tenere un posto sempre libero a tavola per chi arriva
Marco Gatti (IlGolosario Ristoranti)
Semplicità
Giulia Gavagnin (La Verità)
Bellezza
Marco Gemelli (Il Forchettiere)
“Contaminazione” tra cucine diverse, intesa non come moda superficiale ma dialogo rispettoso tra culture e sapori
Chiara Giannotti (Doctorwine)
La parola chiave per il 2026 è “patrimonio” inteso come identità culinaria da preservare, come ricchezza culturale da salvare. Anche l’ufficializzazione della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO sottolinea l’importanza di preservare tradizioni, rituali familiari e autenticità nel piatto, non solo come cucina, ma come elemento di identità nazionale. Specialmente in un momento storico dove tutto sembra sempre più contraffatto e artificiale e dove le tradizioni culinarie e i piatti storici elaborati nelle case rischiano di volare via insieme alle nostre amate nonne
Andrea Gori (oste a Firenze, giornalista, scrittore)
Rigenerativo
Andrea Grignaffini (settimanale Espresso)
Coerenza
Andrea Guolo (direttore Italianwinetour.info e Italianbeach.club)
Semplice
Carla Icardi (direttrice divisione food MNComm)
Vegetale
Åsa Johansson (giornalista freelance)
Moderazione
Camillo Langone (gastronomo)
Figlia. La cucina della figlia. Mi sono stufato di sentir parlare di cucina della nonna, anche perché la signora è ormai morta da tantissimo e non si può vivere di ricordi, sogno una tradizione viva nelle mani di nuove generazioni
Lara Loreti (responsabile Wine&Spirits de Il Gusto)
Più che una parola una frase. Peace and Love: volersi bene senza strafare
Sara Magro (direttrice @ttn_thetravelnews e @theitalyinsider)
Redistribuzione
Paolo Marchi (direttore di Identità Golose)
Mi auguro onestà
Valentina Marino (curatrice guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso)
Sostenibile
Paolo Massobrio (ilGolosario)
Condivisione
Tania Mauri (giornalista)
Condividere, divertirsi, rilassarsi
Anna Mazzotti (Food&Wine, Vanity Fair)
Condivisione e convivialità
Alessandra Meldolesi (giornalista gastronomica)
La parola gastronomica del 2026 secondo me è “orgoglio”, nel bene e nel male.
Alessandra Moneti (Ansa - Terraegusto)
Paul Bocuse, nel 2026 il centenario della nascita
Anna Muzio (giornalista)
Militanza
Francesca Negri (direttrice Fancymagazine)
Trattoria, quella vera, non la finta trattoria
Carlo Ottaviano (Il Messaggero)
Leggerezza. Nel piatto e nella socialità a tavola
Laura Pacelli (giornalista)
Famiglia
Vincenzo Pagano (Scatti di Gusto)
Ahimè, esperienza
Carlo Passera (Identità Golose)
Boh! (nel senso che la parola sarà “boh”: ci attende un anno con ancora tante domande e poche risposte, per il settore)
Bruno Petronilli (direttore James Magazine)
La fine delle guide gastronomiche fatte a tavolino, guardando i social
Luciano Pignataro (onnivoro)
Pazienza professionale. Contro la fretta industriale, l'arroganza snobistica dei pochi e soprattutto contro l'ignoranza dei più
Pietro Pitzalis (direttore Reporter Gourmet)
Cucina Italiana
Anna Prandoni (direttrice Linkiesta Gastronomika)
Sobrietà. Nei calici, nelle proposte, nei piatti, e - spero - anche nelle parole e nelle idee.
Maria Pranzo (Il Gusto)
Essenziale
Gabriele Principato (Cook)
Semplicità. Qualcosa di tutt’altro che banale
Isabella Radaelli (giornalista gourmet e viaggiatrice)
Tradizione. La certezza dei sapori, la nostra comfort zone. Ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento
Andrea Radic (giornalista e conduttore tv)
La Cucina Italiana patrimonio immateriale dell’umanità
Edoardo Raspelli (“cronista della gastronomia”, conduttore televisivo)
3T: Terra Tradizione Territorio
Camilla Rocca (giornalista)
Concretezza
Fernanda Roggero (food&wine editor al Sole 24 Ore)
Essenzialità
Giovanna Romeo (QN Itinerari)
Vegetale
Lorenzo Ruggeri (direttore responsabile Gambero Rosso)
Comunità. Meno competizione e più comunità. Almeno, fino alla prossima classifica
Leila Salimbeni (direttore editoriale di Spirito diVino)
Casa
Sarah Scaparone (La Cucina Italiana)
Tradizione
Margo Schachter (giornalista gastronomica)
Analogico
Luca Sessa (giornalista enogastronomico per Forbes e co-founder di Vibeslist)
Sento parlare con una certa insistenza di “Fibermaxxing” (massimizzare l'apporto di fibre in ogni pasto) e “Anti-Fake Meat” (evitare carne vegetale che imita quella vera), ma nel dubbio spero sparisca “iconico”
Gualtiero Spotti (giornalista)
A. I.
Luciana Squadrilli (scrittrice di cibo e viaggi)
Liberazione (o morte)
Mirko Tassin (Tasso Culinario)
Vorrei dire “crisi” ma sarei troppo drammatico... Quindi spero nella “continuità di crescita”
Massimiliano Tonelli (direttore Cibo Today)
Felicità
Luca Turner (giornalista Passione Gourmet)
Equilibrio
Cristina Viggè (giornalista e responsabile di redazione di Fuori Magazine)
Autenticità. Declinata nella narrazione, nei gesti, nelle pietanze, nel vino, nei drink, nell’ospitalità. Perché nell’aria c’è sempre più desiderio di verità
Valerio M. Visintin (scrittore e critico gastronomico Corriere della Sera)
Ne dico due che sogno: “mangiare bene”. Ma prevarranno idiozie, come degustare, vivere un’esperienza, innovare
Gabriele Zanatta (Identità Golose)
Conto economico
Annalisa Zordan (curatrice della guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso)
Sensibilità