Terza puntata del nostro consueto sondaggio tra gli opinion leader, i giornalisti e i critici gastronomici su quello che ci aspetta a tavola nel 2026. Oggi la domanda è: quale sarà òlo chef rivelazione dell’anno appena iniziato? Rispondono in 72.
Nadia Afragola (giornalista)
Mostafa Seif (Khufu’s, Cairo), ha una cosa rarissima: sta scrivendo una cucina-identità mentre il mondo, finalmente, ha fame di radici vere. E.J. Lagasse (Emeril’s, New Orleans): a 22 anni è diventato il più giovane a guidare una cucina da Due Stelle Michelin
Alice Agnelli (scrittrice, @agipsyinthekitchen)
Mattia Pecis da cui vorrei andare assolutamente a mangiare
Paolo Alciati (Turismo del Gusto/Vinibuoni d’Italia)
Matteo Terranova
Giovanni Angelucci (Gambero Rosso Tv, Vanity Fair) Gianni Dezio di Zunica 1880
Cinzia Benzi (scrittrice e degustatrice)
Davide Di Fabio ristorante Dalla Gioconda - Gabicce Monte (PU)
Davide Bertellini (key opinion leader e giornalista)
Luca Adobati, Casa Romano, Alzano Lombardo ((BG)
Maurizio Bertera (La Cucina Italiana, Vanity Fair, La Gazzetta dello Sport)
Luca Fantin: un fenomeno che non è mai stato in prima fila in Italia e ora guiderà il nuovo format di Langosteria
Emanuele Bonati (milanocentrico. “Esco, vedo gente, mangio cose” per Scatti di Gusto)
Potrebbe essere il giovane Alessandro Pinton, scelto da Norbert Niederkofler per il suo Horto a Milano. O Erika Gotta di La Bursch.
Maria Rosaria Bruno (Fine Dining Lovers)
Noemi Teti
Alberto Cauzzi (direttore food Forbes, curatore guida Iliad Piatti Chiari, founder Passione Gourmet)
Due luoghi e due nomi: Naiade al grand Hotel Abano, la cucina di Andrea Rossetti stupisce e stupirà e il Nomos Ante a Roma, alla corte dello chef Giulio Zoli
Annalisa Cavaleri (giornalista, docente universitario e contributor della Guida Michelin Italia)
Chef Lorenzo Pesci di Voce Aimo e Nadia in Piazza Scala. Ottimo il Pâté en croûte di cervo, insalata di scalogni e radicchi, salsa allo scalogno e Porto. E poi mangiare in un museo porta fortuna.
Francesca Ciancio (giornalista)
Damiano Donati, da alcuni anni impegnato nel progetto del Ristoro Agricolo di Fattoria Sardi a Lucca
Stefano Corrada (Libero)
Eshak Nakhla del Ronchettino e Nicola Bonora del Motelombroso, entrambi a Milano
Eleonora Cozzella (direttrice Il Gusto)
Edoardo Tizzanini, un talento professionale e umano.
Luigi Cremona (EmergenteChef)
Juan Quintero è bravissimo e avrà la sua grande occasione con il nuovo ristorante di Bartolini a Roma
Andrea Cuomo (Il Giornale)
Giovanni Di Giorgio di Rebis a Desenzano
Alessandra Dal Monte (Cook)
Lorenzo Pesci, Voce (Milano): è nella nostra Cook List 2025 perché ha una mano davvero contemporanea
Antonella De Santis (Gambero Rosso)
Mi ripeto perché credo che Mirko Pelosi non abbia ancora avuto il riconoscimento che merita. Poi Dino Como, nel nuovo ruolo di chef.
Lucia Facchini (Reporter Gourmet)
Qui la risposta dipende molto da cosa intendiamo per "rivelazione". A livello internazionale mi aspetto l'ulteriore ascesa di alcuni italiani all'estero, come Storari e Lucarini. Fra i nuovi volti più interessanti del fine dining quoto Keeley e Kirk Haworth e Julia Sedefdjian. In Italia non sento di poter fare previsioni sui trend, ma credo che alcuni progetti meriterebbero davvero di essere raccontati come unicum. Tommaso Tonioni, Michele Lazzarini, Alberto Gipponi fanno un ottimo lavoro un po' snobbato dalla critica
Francesco B. Fadda (giornalista)
Non ho girato quanto necessario, ma sono convinto che non sarà uno chef under 30
Maddalena Fossati (direttrice La Cucina Italiana)
Tutti e tutte coloro che cucinano lontano dalle luci della ribalta e che ogni giorno nutrono il nostro patrimonio culturale.
Marco Gatti (IlGolosarioRistoranti)
Luca Adobati chef Casa Romano di Alzano Lombardo (Bg)
Giulia Gavagnin (La Verità)
Tra le nuove aperture, Giulio Zoli di Nomos Ante a Roma. Ma la chef del 2026 tout court, tra i giovani, sarà Jessica Rosval
Marco Gemelli (Il Forchettiere)
Sarà mainstream, ma punto su Mattia Pecis (Cracco Portofino). In alternativa, Marco Suriano (Laqua Vineyard) e Luca Armellino (Caffè dell’Oro)
Chiara Giannotti (Doctorwine)
Alberto Gipponi. Mi ha sorpreso moltissimo quando sono andata al suo ristorante Dina a Gussago in Franciacorta. Una cena che mi ha colpito al gusto, con accostamenti convincenti e ben studiati, a livello concettuale, con piatti che non ti aspetteresti mai come il cannellone vuoto e a livello umano, chiamandoci a cucinare con lui in cucina la pasta fresca. Un’esperienza a 360 gradi che sono stata felicissima di aver visto premiata quest’anno dalla stella Michelin. Spero che i riflettori possano puntare su di lui e che possa continuare a stupirci con grazia, eleganza e umanità.
Andrea Grignaffini (settimanale Espresso)
Nicola Bonora Motelombroso (Milano)
Andrea Guolo (direttore Italianwinetour.info e Italianbeach.club)
Luca Morroto (La Domana, Capalbio)
Carla Icardi (direttrice divisione food MNComm)
Sara Cappellini, ristorante Balin
Åsa Johansson (giornalista freelance)
Spero qualcuno con un messaggio e presa di posizione forte su cosa succede nel mondo e nella società.
Camillo Langone (gastronomo)
Sono contrario alla parola chef e a chi se ne fregia, una categoria per la quale non auspico rivelazioni bensì occultamenti.
Lara Loreti (responsabile Wine&Spirits de Il Gusto)
Mattia Pecis di Cracco Portofino, si è già in parte rivelato e crescerà ancora. Bella personalità e grande mano, anche col vegetale
Sara Magro (direttrice @ttn_thetravelnews e @theitalyinsider)
Juan Quintero (apre a primavera a Roma)
Paolo Marchi (direttore Identità Golose)
Giuseppe Amato, chef-patron di Carèm a Martano (Lecce)
Valentina Marino (curatrice Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso)
Andrea De Lillo, Nin
Paolo Massobrio (ilGolosario)
Federica Lopopolo di Casa Flò a Spinetta Marengo (AL)
Tania Mauri (giornalista)
Gabriele Eusebi del San Tommaso 10 a Torino
Anna Mazzotti (Food&Wine, Vanity Fair)
Mattia Pecis (Da Cracco Portofino)
Alessandra Meldolesi (giornalista gastronomica)
Uno chef emergente che ha qualcosa da dire è Giovanni di Giorgio di Rebis a Desenzano.
Alessandra Moneti (Ansa - Terraegusto)
Alessandro Ingiulla, Sapio a Catania
Anna Muzio (giornalista)
Alexander Robles (Azotea)
Francesca Negri (Geisha Gourmet)
Simone Caponnetto del Locale, Firenze
Carlo Ottaviano (Il Messaggero)
Uscendo dai soliti circuiti, a Piacenza Fabio Pellicari de La dispensa Balocchi. Territorio, concretezza, tecnica.
Laura Pacelli (giornalista)
Simone De Luca, Il Deposito, Ricadi (VV)
Vincenzo Pagano (Scatti di Gusto)
Punto ancora sul local e su Salerno: Annapia Daniele che a solo 25 anni fa una cucina di terra immediata e diretta al ristorante Gioia (tra l’altro fidanzata dello chef di Bistrot di Pescheria che avevo citato l’anno scorso e che quest’anno è diventato Bib Gourmand nella Guida Michelin 2026). Ma penso anche Jacopo Ticchi di Da Lucio e Pasquale Minciguerra di Seguire le Botti.
Carlo Passera (Identità Golose)
Probabilmente Luca Fantin, che atterra a Milano
Bruno Petronilli (direttore James Magazine)
Qualunque Chef che cucinerà per piacere e per la sua clientela, non per cercare di ottenere una stella Michelin
Luciano Pignataro, Onnivoro
Niente chef. Sarà il pizzaiolo Ciccio Vitiello
Pietro Pitzalis (direttore Reporter Gourmet)
Aggeliki Charami
Anna Prandoni (direttrice Linkiesta Gastronomika)
Continuo ostinatamente a dire Marco Ambrosino, anche se è già rivelato. E Simone Tricarico, che ha appena aperto il suo sogno a Gaggiano
Gabriele Principato (Cook)
Fra i giovani io scommetto su Andrea Selvaggini, chef di «Savage» a Oslo. Un vero talento che ha molto da dire. Fra i grandi Paulo Airaudo: è affermatissimo, ma può ancora fare e ottenere molto di più.
Andrea Radic, giornalista e conduttore TV
Matteo Gabrielli che guida la cucina di “Acanto” dell’hotel milanese Principe di Savoia. Concretezza, impegno e genialità, la sua “Grande Table” soddisfa appieno
Isabella Radaelli (giornalista gourmet e viaggiatrice)
Filippo Chignola, chef della Casa degli Spiriti, classe 2002: talentuoso, appassionato e propositivo.
Edoardo Raspelli (“cronista della gastronomia”, conduttore televisivo)
Andrea Pensa del suo Ad Hoc a Domodossola (VB Verbano Cusio Ossola)
Fernanda Roggero (food&wine editor al Sole 24 Ore)
Michele Lazzarini, che è un grande chef, ma sopratutto per il progetto olistico di Contrada Bricconi
Giovanna Romeo (QN Itinerari)
Vincenzo Russo
Lorenzo Ruggeri (direttore responsabile Gambero Rosso)
Chiara Pannozzo. Deve trovare la casa giusta in cui esprimersi.
Michele Ruschioni (Braciami Ancora)
Nuria Alvarez Pereyra – chef Agriturismo Le Radic
Leila Salimbeni (direttore editoriale di Spirito diVino)
Francesco Sodano (già da tempo)
Sarah Scaparone (La Cucina Italiana)
Mattia Pecis
Margo Schachter (giornalista gastronomica)
Non sarebbe un ristorante ma un luogo, Cina
Luca Sessa (giornalista enogastronomico per Forbes e co-founder di Vibeslist)
Senza andar troppo lontano sono curioso di seguire il lavoro di Giulio Zoli da Nomos Ante a Roma
Gualtiero Spotti (giornalista)
Martyn Meid, Ristorante Eleno, Vilnius
Luciana Squadrilli (scrittrice di cibo e viaggi)
Stefano Grano di RAL3000 ad Alassio: una cucina che punta sulla brace in maniera intelligente e sorprendente
Mirko Tassin (Tasso Culinario)
Luca Sacchi - pronto per la seconda stella
Massimiliano Tonelli (direttore Cibo Today)
Dino Como
Luca Turner (giornalista Passione Gourmet)
William Mwungeri
Cristina Viggè (giornalista e responsabile di redazione di Fuori Magazine)
Attenti a quei due: Francesco Massenz e Leonardo Zanon, al timone gastronomico di Incàlmo, a Este, nel cuore dei Colli Euganei. Opposti e complementari, Fra e Leo indossano sorrisi e calze colorate, capendosi con uno sguardo. E dando voce a una cucina dinamica, gioiosa e mai noiosa, frutto di continui (e ben riusciti) innesti. Fatti di luce e ombra, gesto e pensiero, profondo e leggero, serio e ludico, vegetale e regno animale. Partner in crime? Michele Carretta e Ricardo Scacchetti, perfetti padroni di casa. E di sala.
Valerio M. Visintin (scrittore e critico gastronomico Corriere della Sera)
Se lo sapessimo, non sarebbe una rivelazione.
Gabriele Zanatta (Identità Golosa)
Simone Tricarico, Thelema, Gaggiano (Milano)
Annalisa Zordan (curatrice Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso)
Chiara Pannozzo a Milano