Gianni Morandi, qui siamo a casa sua ma Monghidoro è a due passi.
"Ogni cosa è partita da lì. In famiglia tutti cantavano, papà, mamma, anche la zia Ernestina. Ricordo il primo viaggio a Bologna per il provino, mi ingaggiarono per fare la stagione a Riccione. Vidi il mare per la prima volta, avevo 13 anni".
Era il 1958.
"Mio padre mi diede 500 lire per quattro mesi, una fetta di cocomero costava 25 lire. Mi disse: Mi raccomando, segna tutte le spese. Per fortuna arrivarono le mance, 15, 20 lire".
Monghidoro adesso è anche il titolo del suo nuovo brano.
"Me l'ha scritto Jovanotti per aprire i concerti, io non volevo perché ho già un repertorio di 600 canzoni eppure, eccola qui".
In effetti è divertente, questa Monghidoro piena di ritmo e sorrisi (è disponibile da oggi). "Non volevo scrivere una canzone struggente alla Uno su mille, pensavo a qualcosa di divertente stile Blues Brothers", dice Lorenzo Jovanotti che appare sullo smartphone di Morandi. C'è un bel legame tra loro, "nato con una sua telefonata alle undici di sera poco dopo il mio incidente con il fuoco a cinquanta metri da qui", spiega Morandi mostrando una mano che rimarrà per sempre martoriata. Qui, in questo casale in aperta campagna, vive con la splendida e infaticabile Anna e, diciamolo, ci sta a meraviglia: "Faccio 7-8 giri di pista al giorno, minimo, e poi vado in palestra. È importante per stare sul palco, anche alla mia età". Ne ha 81, Gianni Morandi, e il 15 aprile a Conegliano inizierà un tour nei palasport. Milano, Torino, Roma, Bologna e tante altre. "A 81 anni, dico 81, mi fa un certo effetto poter riempire i palazzetti. Quando vedo le immagini di me giovanissimo quasi non mi riconosco. Sono tutto sgangherato, non sapevo dove mettere le mani e, a dire il vero, non lo so neanche ora" ride nel salone di casa.
In passato ci sono stati momenti duri.
"Il più brutto è stato il 4 luglio 1971 al Vigorelli di Milano per il Cantagiro. Mi toccò di cantare prima dei Led Zeppelin, c'erano ragazzi che li aspettavano da giorni accampati sotto il palco. Quando iniziai io, ci fu un boato".
Che tipo di boato?
"Quello sbagliato. Piovve di tutto sul palco, bottiglie e pomodori. Nessun cantante italiano si esibì più, neanche Lucio Dalla. Pensai: Qui non riparto più".
Invece adesso nei palazzetti celebra i sessant'anni di C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones.
"È nato contro la guerra in Vietnam, ma la guerra c'è ancora anche se da altre parti".
In Italia cercarono di censurarla.
"Sì al Festival delle Rose mi chiesero di non pronunciare la parola Vietnam, ma ovviamente la cantai pari pari".
Gianni Morandi tutto d'un pezzo.
"Guccini mi disse una volta che C'era un ragazzo era una storiella in confronto alla sua Dio è morto. Anni dopo, credo intorno al 1981, andai a fare un lungo tour in Unione Sovietica e mi premiarono come cantante pacifista. Erano i tempi di Breznev. Ora sono stati loro, i russi, a iniziare una guerra. Durante i prossimi concerti vorrei fare qualche riflessione su quanto stiamo vivendo, mi disturba che Trump e Putin decidano tutto e l'Europa si sia messa da parte".
Sul palco verrà a trovarlo suo figlio Pietro? Ricambia la visita che gli ha fatto a Sanremo.
"Sarebbe bello. Potremmo cantare di nuovo Vita e anche il suo pezzo, se ne ha voglia. Ha detto che forse viene a Milano. Però Pietro è un po' strano".
E Jovanotti?
"Lui ha detto che viene alla prima data, vedremo".
Oggi la cercano tutti. C'è stato un momento in cui il telefono non squillava più.
"La gente faticava a riconoscermi per strada. Allora sono andato al Conservatorio, ho scelto di suonare il contrabbasso, che ho ancora qui in casa, e ringrazierò sempre il professor Buccarella. Ho anche imparato a cantare le parole. Pensavo, massì, farò il produttore oppure insegnerò a scuola, per fortuna avevo messo qualche soldino da parte dopo aver suonato tanti concerti e fatto tanti dischi. Per fortuna poi tutto è ripartito, anche grazie alla televisione".
A proposito: lei ha vinto tre volte Canzonissima. Com'è quella di oggi?
"Ora è un'altra Canzonissima. Allora era più importante di Sanremo tanto che il vincitore andava di diritto a quello che ora è l'Eurovision Song Contest. Io ci andai nel '69 e arrivai ventesimo. Julio Iglesias diciottesimo".
Adesso si passa da Sanremo.
"C'è Stefano De Martino. Sono andato a trovarlo e scherzando gli ho detto che avevo una canzone da proporre. Lui mi ha detto di sì. Ma io scherzavo: ho già fatto tutto lì, che ci torno a fare?".
Ha
mai pensato di annunciare il ritiro?"Non credo proprio di fare il cosiddetto ultimo tour come fanno altri. Io guardo al futuro, penso a Charles Aznavour che è morto e il giorno dopo doveva fare un altro concerto".