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Achille Lauro a Niguarda. "Porta gioia dopo il dolore"

Dopo la dedica a Sanremo, abbraccio ai superstiti di Crans. Il governatore Fontana: "Grazie per averci fatto piangere"

Achille Lauro a Niguarda. "Porta gioia dopo il dolore"
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Milano respira ancora l'eco di quella notte svizzera di Crans Montana che ha spezzato cuori e sogni. Achille Lauro, il ragazzo che ha fatto della provocazione un'arte e del palco un confessionale, è tornato nella sua città adottiva con un carico di umanità che pochi si aspettavano.

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, non ha usato mezze parole: lo ha pubblicamente ringraziato. Non per un singolo, ma per aver trasformato il dolore collettivo in note che graffiano l'anima. È successo tutto all'Ariston, durante Sanremo 2026, quando Lauro ha preso "Perdutamente" e l'ha dedicata alle vittime dell'incendio di Crans-Montana. Quei ragazzi italiani, giovanissimi, stroncati la notte di Capodanno in un locale che doveva essere festa e invece è diventato tomba. Achille Barosi, il milanese di 16 anni, è diventato il volto di quella tragedia: sua madre lo ha salutato cantando proprio quella canzone ai funerali. Brividi eterni.

Fontana, lombardo doc, ha postato il video dell'esibizione con parole che pesano: "Toccante ed emozionante, un applauso e un grazie ad Achille Lauro e a Carlo Conti". Sobrio, istituzionale, ma con la gola stretta. Perché quella dedica non era showbiz: era un dovere morale. Lauro lo ha capito subito. Dopo la tragedia ha scritto sui social ai familiari: "Vi sono vicino con tutto l'amore possibile". Parole semplici, ma arrivate dritte al petto di chi piangeva un figlio.

E ieri, eccolo qui a Milano. Prima ha voluto incontrare di persona alcuni dei ragazzi sopravvissuti, quelli che erano là, nel caos di fiamme e urla, quelli che ce l'hanno fatta ma porteranno per sempre il peso di chi non c'è più. Non è stata una passerella: è stato un incontro privato, lontano dai flash, in un luogo discreto della città. Ha ascoltato, abbracciato, condiviso silenzi. Ha chiesto scusa per non aver potuto fare di più, come se la musica potesse fermare un incendio.

Qualcuno lo ha visto uscire con gli occhi lucidi. Non il Lauro delle piume e del trucco pesante, ma un uomo di trent'anni che per una volta ha tolto la maschera. Ha detto a chi gli stava vicino: "Non sono un eroe, ma se la mia voce può consolare anche solo un secondo, allora ne è valsa la pena".

E la sera, al Forum di Assago, il concerto. Non uno qualunque: il live milanese di questo tour che arriva dopo Sanremo, dopo Crans-Montana, dopo il grazie di Fontana. Il pubblico lo sa. Non andrà solo per cantare "Rolls Royce" o ballare sui pezzi più scatenati. Andrà per "Perdutamente". Che Achille ha cantato con la stessa intensità dell'Ariston, forse con un pensiero speciale per Achille Barosi e per tutti gli altri. La scaletta ufficiale non lo dice, ma il cuore dei milanesi sì.

E Milano, città cinica per vocazione, ieri sera si è

fermata. Ricordando quei ragazzi che sciavano sulle piste svizzere e sognavano il futuro. Ricordando una madre che ha cantato per l'ultima volta al figlio. Ricorda un cantante che ha scelto di non voltarsi dall'altra parte.

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