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Via ai concerti aperti in pausa pranzo. Il prete: "Sarà una chiesa per gli artisti"

È a due passi dalla Scala ed è frequentata da chi lavora in centro e dai turisti: "A New York molte iniziative simili"

Via ai concerti aperti in pausa pranzo. Il prete: "Sarà una chiesa per gli artisti"
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A dispetto di molte chiese chiuse in orario di pranzo, "la mia è sempre aperta: dalle 7.30 alle 19", dice Don Edoardo Canetta, milanese, da un anno e mezzo parroco del Santuario di San Giuseppe, in largo Victor de Sabata, a pochi metri dalla Scala. Canetta è anche docente all'Accademia Ambrosiana, è stato missionario in Kazakistan, dove ha insegnato italiano e cultura europea nell'Istituto di Diplomazia della Repubblica.

È stato vicario per l'Asia centrale. È stato parroco a Milano anche nella Chiesa di San Vincenzo de Paoli e di San Basilio. Ne ha viste tante, anche dietro quell'aria un po' understatement che lo contraddistingue. "Sono stato mandato qui per rilanciare questo santuario, e ho pensato che, per la sua posizione, potrebbe essere la Chiesa per gli Artisti di Milano".

A proposito di chiesa aperta in orario di pausa pranzo e di artisti, è partito il 30 aprile un programma di concerti tutti i giovedì alle 12.45, "Lunch time Concerts, "come a New York: la pausa pranzo in musica. Io non offro da mangiare, ma propongo musica classica". Ha aperto le danze Issei Watanabe, violoncellista diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio. E il 7 maggio, in una chiesa popolata da un pubblico di lavoratori (c'erano più uomini che donne) ha suonato Giulia Sanguinetti, violoncello diplomato con massimo dei voti e lode al Conservatorio S. Cecilia di Roma e che sta proseguendo gli studi: "Non è la prima volta che suono in chiesa- dice a Giornale-. È un'esperienza gratificante per la generosità con cui arrivano le note al pubblico. La chiesa amplifica". Delicata, concentrata e coinvolta, la Sanguinetti racconta che "la preparazione mentale prima del concerto è l'aspetto principale". Tra Carlo Mascheroni oggi, cembalo, Tiziano Giudice il 21, violino, fino a Graziella Baroli, clavicembalo, e Sonia Grandis, voce recitante, il 28, si conclude con due date: il 4 giugno il violoncello di Max Renger, la viola di Henri Vieuxtmps e torna quella di Tommaso Malacalza e l'11 giugno il clavicembalo di Bruna Panella e ritroviamo la viola di Watanabe. Sono già in programma anche concerti alla sera, come quello del 16 maggio alle 19.30, con musiche di Antonin Dvorak per pianoforte e archi. Si sta organizzando per settembre un concerto di arie note suonate dai musicisti per la Scala.

"Vorrei che questa chiesa diventasse un punto d'incontro fra vari artisti e linguaggi -continua il don-. E non per effetto di un decreto, ma per il lavoro che la chiesa Diocesana sta cercando di fare favorendo la collaborazione. Non solo con chi si occupa di arte nella Diocesi, ma allargando alle strutture che fanno cultura nei dintorni".

Oltre alla Scala, in pochi minuti si arriva al Poldi Pezzoli e al Bagatti Valsecchi. È già attiva la collaborazione con il Museo Diocesano e con la Pinacoteca di Brera.

"Collaboro anche con Michele Coppola, direttore per la cultura di Intesa San Paolo - ha aggiunto don Edoardo - L'iniziativa piace anche ai turisti e spesso mi ritrovo a spiegar loro il senso delle opere d'arte. L'anno prossimo? Pensavo al blues. Magari già dall' autunno".

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