Chi di post-it ferisce... Stavolta il contrappasso del post-it tocca a Repubblica, il quotidiano leader della fiera battaglia anti-bavaglio e zeppo, pagina dopo pagina, di facsimile di fogliettini gialli che - tra un’intercettazione e l’altra - ricordano che la legge voluta dal governo «nega ai cittadini il diritto di essere informati».
Ieri Repubblica si è beccata un post-it giallo dal ministro Guardasigilli, Angelino Alfano, che accusa di «censura» il quotidiano diretto da Ezio Mauro. Quotidiano che, interpretando frasi estrapolate da conversazioni intercettate tra terzi, ha fatto intendere ai suoi lettori che il ministro della Giustizia avrebbe dato corda alle pressioni di Roberto Formigoni per inviare un’ispezione ministeriale al tribunale di Milano, che aveva escluso la sua lista elettorale, salvo poi, scrive Repubblica, «sentirsi in dovere di giustificarsi» col governatore per non averla mandata.
Il tutto dedotto da una conversazione tra Formigoni e tal Arcangelo Martino, di cui - precisa Alfano - «non conoscevo l’esistenza finché non ho appreso del suo arresto dai giornali». Letto l’articolo del 14 luglio scorso, Alfano si è assai irritato, e ha mandato a Ezio Mauro una breve nota di precisazione, sottolineando come «proprio dall’intercettazione pubblicata si evince l’esatto contrario» di quanto insinuato dal quotidiano: «Non ho fornito all’amico Formigoni giustificazioni, ma gli ho detto che non avrei mandato l’ispezione». E Repubblica che fa? Pubblica la letterina, a pagina 11, ma ne «taglia» alcuni passaggi. «Giustappunto quelli più polemici», nota Alfano; quelli in cui il ministro si diceva consapevole «di quanto sia costato all’articolista riconoscere che mi ero opposto all’ispezione», e che forse per questo si è cercato, nel testo, di «gettare un’ombra su un comportamento lineare e corretto».
«Ragioni di spazio», si giustificano a Repubblica, ma il ministro non è convinto. E ieri ha pubblicato in bella vista sul suo website la lettera originaria e quella «censurata». Corredate da un post-it giallo che dice: «A proposito di censure e bavagli».
Spiega il ministro che la precisazione «si era resa necessaria a causa di un’errata interpretazione dei fatti (ovviamente in buona fede...
Alfano sbugiarda "Repubblica" con un post-it
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