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Chi è Francesca Lollobrigida, la mamma volante pronipote della divina Gina

L’atleta laziale, che ha commosso il mondo dopo il trionfo sui 3.000 metri dello speed skating, è riuscita a tornare grande nonostante gli infortuni e la pausa per la maternità. Conosciamola meglio

Chi è Francesca Lollobrigida, la mamma volante pronipote della divina Gina

Ancora prima di scendere sul ghiaccio per la prima volta, Francesca si era fatta notare per quel cognome importante, che faceva chiedersi a molti se fosse solo una coincidenza. La pattinatrice azzurra è effettivamente la pronipote della grandissima diva che fece sognare il mondo negli anni ‘50 e ‘60 come il prototipo della “maggiorata” italiana. Francesca è riuscita a fare altrettanto prima demolendo il record olimpico sulla pista delle olimpiadi di Milano-Cortina e poi con quella corsa scatenata per andare ad abbracciare suo figlio Tommaso. La “mamma volante” è riuscita a ripetersi anche sulla distanza più lunga, i 5.000 metri, entrando di diritto nella leggenda dello sport olimpico italiano.

Una carriera all’insegna del coraggio

La prima medaglia d’oro è arrivata a sorpresa, visto che, prima delle Olimpiadi di Milano-Cortina, non molti avrebbero scommesso sulle condizioni dell’atleta laziale. Francesca è abituata a soffrire ma anche alle domande su quel cognome scomodo. Nel giorno del suo 35° compleanno ha invece trovato il modo di superare i problemi, quella forma che era data per non perfetta e confermarsi come la regina del pattinaggio di velocità. La passione per il pattinaggio l’ha ereditata dal padre Maurizio, che l’ha seguita fin da quando ha infilato per la prima volta i pattini ai piedi, a poco più di un anno d’età. L’ex recordman italiano sui 50 chilometri è stato il mentore perfetto per lei, che ha deciso di passare al ghiaccio dopo Torino 2006. Francesca ci mette qualche tempo a ingranare ma, alla fine, nel 2018 trova la stagione della svolta: dopo il trionfo agli europei, l’atleta laziale sfiora il podio a Pyeongchang per poi mettersi al collo le prime medaglie, la storica doppietta argento-bronzo nei “suoi” 3.000 metri e nella mass start.

Il momento più bello, l’onore che le riserva il Coni quando la sceglie come portabandiera della cerimonia di chiusura. Francesca, una volta arrivata al top, decide che è il momento giusto per uno stop e per dedicarsi alla famiglia. Arriva il matrimonio con il pattinatore Matteo Angeletti e la nascita del figlio Tommaso, mentre si divide tra la sua Roma e la sede di allenamento a Baselga di Piné. Francesca stupisce tutti quando torna sul ghiaccio quattro mesi dopo la nascita del figlio nel maggio 2023 ma, a quel punto, nessuno poteva scommettere su un suo ritorno al top. La “Lollo” non si è tirata indietro ed ha puntato dritto verso la quarta Olimpiade, quella più importante, sulla pista di Milano. La stagione 2025 era iniziata benissimo, con l’oro nei 5.000 metri ai mondiali norvegesi ed il bronzo nella mass start ma l’inverno le aveva riservato solo delusioni. Prima gli infortuni, poi le varie malattie che sembravano una maledizione, tanto da farle meditare il ritiro dalle competizioni.

Due ori olimpici, la Lollo è leggenda

Per capire cosa sia stata l’impresa di Francesca Lollobrigida bisogna rileggere il post dello scorso gennaio quando, a poco più di un mese dall’appuntamento olimpico, aveva confessato la sua disperazione. Parole schiette, che vanno dritte al cuore, la delusione per quell’infezione virale proprio nel momento cruciale della preparazione, quel sogno olimpico proprio nell’edizione di casa che sembrava finito ancora prima di iniziare. Il fisico che la stava tradendo, la testa che non ne vuole sapere di collaborare, le lacrime amare, il pensiero ricorrente al ritiro. Poi la svolta mentale, la decisione di continuare “perché amo pattinare”: con un cammino così accidentato, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulle sue speranze di medaglia. Lei no, lei ci ha sempre creduto: a pochi giorni dalla cerimonia di apertura, aveva detto in un incontro pubblico che “questa infezione virale forse mi servirà per lottare e per andare a prendermi quello che tutti gli atleti desiderano”. Una determinazione ferrea, la voglia di provare di essere ancora la migliore, capace di superare ogni ostacolo con la sua forza interiore. Quando scende in pista per la sua gara preferita, i 3.000 metri, Francesca Lollobrigida è perfetta: il suo 3:54.28 non solo le basta per portarsi a casa il primo oro olimpico ma abbassa di due secondi e mezzo il record olimpico.

In una categoria dove, di solito, i miglioramenti si misurano in centesimi di secondo è una vera e propria enormità. Dopo il trionfo, ecco che i dubbi tornano ad insinuarsi nella testa di Francesca: il fisico non risponde come vorrebbe, le dice che, forse, è il momento di appendere i pattini al chiodo. Alla fine, però, la Lollo decide di tornare in pista e giocarsi il tutto per tutto nella distanza più lunga ma non è certo una passeggiata di salute. Francesca è l’ultima a scendere in pista, sa bene quanto forte sono andate le rivali, specialmente l’olandese Merel Conijn e la campionessa europea Ragne Wiklund. Parte subito forte, accumulando 83 centesimi di secondo sulla oranje ai mille metri, poi gestisce le energie ed arriva al traguardo completamente stremata.

Il tempo è più basso di soli 10 centesimi di vantaggio ma le basta per mettersi al collo la seconda medaglia d’oro all'Olimpiade di casa e guadagnarsi un posto nel pantheon degli atleti azzurri più vincenti di sempre. Non male per una che, secondo molti, avrebbe dovuto ritirarsi anni fa.

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