Sul veneziano Canal Grande, tra le suggestioni della sede di Regione Veneto, va in scena la presentazione delle cerimonie paralimpiche. Di fatto quasi oscurata dalla replica della Fondazione Milano Cortina dopo la polemica sulla scelta dei tedofori. Il processo di selezione è stato «rigoroso, inclusivo e rispettoso, oltre che condiviso, regolato e trasparente, che ha coinvolto più soggetti istituzionali e territoriali, come avviene in ogni grande staffetta Olimpica nel mondo», si legge nella nota. «Basta con interpretazioni distorte e ricostruzioni arbitrarie. Ogni candidatura ricevuta dal Comitato organizzatore viene sottoposta al background check previsto dalla legge. Solo dopo questo passaggio, la Fondazione attiva il processo logistico e organizzativo per accogliere il tedoforo o tedofora e garantirgli un'esperienza all'altezza del valore simbolico della Staffetta. Ogni tentativo di creare categorie, graduatorie o contrapposizioni tra 'tipi' di tedofori o tra 'modalità' di nomina è privo di fondamento. Lo sportivo per i suoi risultati, l'artista per la sua popolarità, il cittadino per il suo impegno: la Fiamma non fa gerarchie, tutti la portano, rappresentano il Paese e sono parte della stessa narrazione di valori».
E a Venezia Giovanni Malagò, ex presidente del Coni e numero 1 della Fondazione aveva provato a smorzare le polemiche: «Il successo del viaggio della fiamma è pazzesco e la storia degli atleti è sacra. Tutto mi si può dire, eccetto che io non l'abbia rispettata e valorizzata. E che il viaggio della fiamma sia un successo pazzesco non lo dico io, ma i fatti: il Cio è entusiasta. Se c'è chi non è stato coinvolto è perché qualcuno deve pensare di coinvolgerlo in ruolo più importante».
A 21 giorni dall'inizio dei Giochi e a 50 dalle Paralimpiadi, la sponda sulla scelta dei tedofori arriva dal governatore lombardo Attilio Fontana: «Non condivido la polemica: credo sia giusto estendere il più possibile a chi le Olimpiadi non le ha mai fatte e non togliere loro questa grande emozione». L'ex numero 1 del Veneto Luca Zaia enfatizza: «L'Italia che uscirà da queste Olimpiadi e Paralimpiadi non sarà più la stessa: sarà un evento che cambierà la storia del Paese.
3,5 miliardi di persone nel mondo ci vedranno, avremo atleti da 50 Paesi e due cerimonie all'Arena di Verona». E Craig Spence del Comitato paralimpico internazionale: «Saranno i Giochi invernali più belli e incredibili di sempre».