«Ho vinto la gara, ma non c'è nulla per essere felice». Tommaso Giacomel centra ad Oberhof (Germania) il successo nella sprint di biathlon, ma nel profondo c'è ancora la tristezza per quanto accaduto al suo amico Sivert Bakken, l'atleta norvegese morto prima di Natale e a cui ha dedicato uno dei giorni «più belli e più tristi».
Nella prima gara dopo il lutto che ha scosso il mondo del biathlon, l'azzurro è stato maestoso nella gestione del poligono, con un solo bersaglio mancato in due sessioni di tiro, e si è portato a casa il terzo successo stagionale (quarto della carriera) in Coppa del Mondo. «Vincere una gara di Coppa del Mondo dovrebbe dare tanta gioia, ma non ho nulla di cui essere felice» ripete, «se non per la mia performance che è stata buona». Al traguardo, Giacomel ha puntato il dito verso il cielo: «Ho tante sensazioni nella testa: tristezza e rabbia. È difficile spiegare come mi sento, quando viene a mancare qualcuno molto speciale, si stravolge un po' il quotidiano.
Ma bisogna tornare a fare il proprio lavoro nel miglior modo possibile e credo di averlo fatto nei giorni scorsi, anche se è stato difficile. È il mio lavoro, ma ora non è divertente...», ha concluso il 25enne delle Fiamme Gialle.