Ambientalisti contro il Papa: «No alla messa nel parco»

Elena Gaiardoni

Non c'è pace tra gli ulivi. È proprio il caso di dirlo. Per proteggere il parco di Monza gli ambientalisti locali, rappresentati da Bianca Montrasio, hanno inviato una lettera a Papa Francesco affinché scelga un altro luogo per concelebrare la messa del 25 marzo 2017, per la quale sono previste un milione di persone.

Le voci di protesta si erano già alzate contro eventi come i mega concerti. Tra questi non poteva non rientrare la cerimonia eucaristica di Papa Francesco durante il suo viaggio apostolico a Milano. Il luogo scelto per la funzione è l'Ippodromo, l'area di circa quattro ettari compresa fra villa Mirabello e villa Mirabellino. Fino al secondo dopo guerra si correva il derby di Monza, per questo è una delle zone più vaste e verdeggianti. Gli strenui difensori degli alberi, nella missiva indirizzata a Roma, fanno leva sull'enciclica «Laudato sì», che ritengono «essere una sorta di manifesto programmatico per tutti coloro che hanno a cuore il pianeta terra come casa comune di tutta la famiglia umana». E quando si parla di casa comune in senso religioso si intende sempre un giardino.

Gli autori della lettera si appellano allo stesso nome del Papa, ricordando il grande amore per la natura di Francesco d'Assisi. «Il parco ha un grande valore dal punto di vista storico, botanico, faunistico e paesaggistico. Siamo certi per recentissime esperienze negative che l'area scelta per la celebrazione della messa, da poco restaurata e ricostruita nel suo disegno filologico, possa subire danni irreparabili dall'enorme afflusso di persone previsto per quel giorno» scrivono gli ambientalisti. Cosa risponderà Francesco? Non può dimenticare che i più significativi incontri di Gesù con Zaccheo e Bartolomeo sono avvenuti sopra e sotto un albero, grande simbolo d'unione tra l'uomo e Dio.

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