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Apre Bonci ed è subito mania. Code per la sua pizza in teglia

C'è subito stata la fila per aggiudicarsi qualche pezzo delle sue pizze in teglia alla romana

Apre Bonci ed è subito mania. Code per la sua pizza in teglia
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È una bellissima notizia per Milano l'arrivo di Gabriele Bonci, uno dei maestri riconosciuti della panificazione e della "pizzificazione". Dopo lunghi corteggiamenti l'uomo che ha rivoluzionato il mondo della pizza in teglia partendo dal suo Pizzarium a Roma (aperto nel 2003) e transitando per mille fasi, l'ascesa, qualche caduta, tanta televisione alle volte sofferta e altre convinta, ha trovato il progetto giusto - quello di In Cibum, l'alta scuola di formazione gastronomica per cui fa da docente da tempo - e ha aperto il 27 febbraio scorso al numero 3 di via Nicola Piccinni, una traversa di corso Buenos Aires. E c'è subito stata la fila per aggiudicarsi qualche pezzo delle sue pizze in teglia alla romana, strepitosamente condite e realizzate in rigorosa applicazione di una filosofia agricola, etica e sociale che Bonci porta avanti da anni con il suo staff.

Certo, i prezzi sono alti: lo sono da anni anche da Bonci a Roma, poi Milano è Milano, i costi di gestione (affitto, personale) sono quelli che sono e Bonci non ha paura di dire che "c'è un ricarico per la sperimentazione". Ma alla gente sembra non importare, pur di assaggiare un prodotto di pregio, realizzato con impasti a lunga lievitazione, farine biologiche, ingredienti stagionali e di elevata qualità forniti dai produttori di cui si serve a Roma, che lui ha preferito ad artigiani lombardi per rendere il flusso delle idee più circolare. "Qui non parliamo solo di pizza dice Bonci - ma di una visione ramificata, che abbraccia tutto, che parla di agricoltura, di ambiente e di sociale".

Nel banco lussurioso pizze classiche (margherita, patate e rosmarino, bianca con mortadella) e signature (polpette al sugo, uovo strapazzato e salame, "due volte zucchine", mortadella e puntarelle, patate e pajata) e proposte vegane e fritti (da provare il magnifico supplì, di cui sono certo che Milano si innamorerà.

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