Arrivano i rom, proteste a Quinto Romano

Cena a base di escargot e carne arrostita. Non si sono persi d’animo i sinti di origine siciliana che martedì scorso di buon mattino sono stati fatti sgomberare per l’ennesima volta dall’accampamento di via Cusago, a Baggio. Alcune delle roulotte fatte sloggiare hanno infatti subito trovato una nuova sistemazione. A metà mattina dieci dei 40 camper avevano già allestito un nuovo quartier generale nello spiazzo adibito a parcheggio di via de Sica, a Quinto Romano.
Tavolini sistemati fuori e barbecue pronto per l’arrosto, circa 30 nomadi cenavano a pochi passi da un centro sportivo. I residenti, in rivolta, si sono raccolti davanti al neo accampamento. «Ho chiamato i vigili già tre volte - sbotta Luciana Minafra - ma nessuno si è ancora fatto vedere, non possiamo permettere che questa gente sosti in un parcheggio pubblico». I nomadi non hanno certo gradito l’incursione dei residenti coi quali più volte si è sfiorata la rissa: sono volati minacce e insulti. «Se quelli non se ne vanno giuro che prendo la macchina e l’investo», prometteva il giovane capo famiglia. «Mi hanno minacciata più volte - confida una donna - solo perché gli ho fatto notare che sul suolo pubblico non possono fare come se fossero a casa loro o cenare come se si trovassero in campeggio».
Al fianco dei residenti anche alcuni dei consiglieri della zona 7: «È un’indecenza - tuona Isidoro Spirolazzi, consigliere di zona della lista Fo - l’amministrazione deve trovare una soluzione definitiva. Non può ordinare gli sgomberi e poi ritrovarsi a fronteggiare le stesse problematiche in un altro quartiere. Tanto più che per ogni sgombero il Comune spende intorno ai 200mila euro senza contare le spese destinate alla pulizia». L’incubo di un nuovo accampamento fa comunque tremare i residenti del quartiere che già devono fare i conti con gli zingari del campo rom di via Novara. «Non passa giorno - dice ancora Luciana - che nel quartiere non si verifichi un nuovo furto in appartamento, non possiamo sopportare che vengano altri nomadi a renderci la vita impossibile». I ragazzi sinti hanno già perlustrato il territorio, «citofonano a ogni casa», dicono».
Accanto alle roulotte, passa senza fermarsi una macchina della polizia locale: «Non possiamo intervenire - confidano due vigili - possiamo solo segnalare il problema, abbiamo le mani legate».

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