Tanti anni fa, quando a Milano c'era la Fiera Campionaria, la Rai che non aveva tutti i canali che ha oggi e che la mattina non trasmetteva, mandava in onda eccezionalmente un film. Era il segnale che quella, alla fine di aprile, era una settimana speciale per Milano, per l'Italia, per l'industria che muoveva i primi passi in direzione di un futuro tecnologico che nei padiglioni di piazza Giulio Cesare trovava casa. C'era la folla tra viale dell'Industria e dell'Innovazione. Imprenditori, cumenda, sciure e sciuri, curiosi, turisti ma soprattutto tanti ragazzini che, pur non capendo bene di cosa si trattava e di cosa si parlava, non si perdevano uno stand che è uno, tornando a casa con borse cariche di gadgets e depliant che spiegavano il funzionamento di nuove macchine di perforzazione a pistoni, di torni idraulici, di sperimentali apparecchiature ad uso industriale. Un mondo fa. Un mondo che conserva tutto il fascino di una storia formidabile e che da oggi si può ammirare nella mostra «Fiera Milano motore del made in Italy» che apre all' ADI Design Museum visitabile gratuitamente tutti i giorni tranne il venerdì, dalle 10.30 alle 20.00.
Un percorso con cui Fondazione Fiera Milano rende accessibile al pubblico una selezione del patrimonio custodito nel proprio Archivio Storico. «La Fiera di Milano è da oltre un secolo uno dei luoghi in cui l'Italia mostra al mondo la propria capacità produttiva- spiega il presidente di Fondazione Fiera Giovanni Bozzetti- Nei suoi padiglioni imprese, innovazione e creatività si sono da sempre incontrate e si incontrano contribuendo a costruire l'identità del Made in Italy. Con questa mostra restituiamo alla città di Milano e al Paese documenti che raccontano come la Fiera abbia accompagnato lo sviluppo industriale, culturale e sociale italiano». Manifesti, fotografie, poster e locandine, l'esposizione è un viaggio dagli anni Venti ad oggi. Dalla prima Campionaria inaugurata lungo i bastioni di Porta Venezia agli Anni Trenta con l'arrivo dei primi prototipi automobilistici e delle grandi scenografie industriali, mentre le immagini della ricostruzione postbellica testimoniano la capacità del quartiere espositivo di rinascere e tornare punto di riferimento per l'industria nazionale ospitando anche nel 1946 la stagione operistica del Teatro alla Scala danneggiato dai bombardamenti.
Con il boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta, la Fiera diventa il palcoscenico della modernità: elettrodomestici, nuovi materiali, televisione, innovazioni tecnologiche e progetti urbanistici tra cui un vagone della nascente metropolitana milanese, il Moplen, il polipropilene inventato dal chimico Giulio Natta. E si potrebbe continuare. C'era una volta la Campionaria, c'è oggi la Fiera declinazione moderna di ciò che è stato, che è rimasto e in un certo senso sarà per sempre.