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Cosmacini, vite intrecciate dalla guerra

In questo libro Cosmacini si dedica alla storia, però lo fa con una chiave del tutto particolare: parte dalla microstoria della sua famiglia per tracciare un quadro più ampio dell’Italia del Ventennio

Cosmacini, vite intrecciate dalla guerra
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Di norma parlando di un libro non si parte dall’autore. Nel caso di Una geniale studentessa e due celebri professori (La vita felice, pagg. 100, euro 12, con una prefazione di Armando Torno) invece vale la pena partire da Giorgio Cosmacini. Classe 1931, Cosmacini è praticamente l’inventore della storia della medicina in Italia, tanto che in questo campo solo tracciare una sua bibliografia essenziale occuperebbe l’intero articolo. Anche in questo libro Cosmacini si dedica alla storia, però lo fa con una chiave del tutto particolare: parte dalla microstoria della sua famiglia per tracciare un quadro più ampio dell’Italia del Ventennio.

Partiamo dal biografico. Anno 1942: in piena guerra mondiale la famiglia Cosmacini si trova ad affrontare guai più domestici. Il primogenito Aldo, fratello dell’autore, era stato bocciato in quarta liceo scientifico; meno male che in Val d’Intelvi si difende bene sui campi da tennis. Nell’ottobre di quell’anno la Seconda guerra mondiale esce dai cinegiornali e piomba sulla città di Milano. Sino a quel momento vi erano stati solo bombardamenti mirati e di piccole dimensioni; invece il giorno 24 di quel mese due ondate per un totale di più di 160 bombardieri flagellarono la metropoli. Verso la Val d’Intelvi fugge anche Giovanni Emanuele Bariè, importante - e fascistissimo - docente universitario di filosofia. Prende in simpatia l’atletico Aldo, che gli sembra arianissimo, e per fargli recuperare gli anni recluta due pedagoghi d’eccezione: la sua allieva Giuliana Galimberti per le materie umanistiche e il matematico Adolfo Vacchi che era un antifascista dichiarato seppur amicissimo di Giovanni Emanuele Bariè. Le vite di queste persone inizieranno ad intrecciarsi con quelle della famiglia Cosmacini. Anche con esiti tragici: Adolfo Vacchi venne ucciso dai fascisti il 5 settembre 1944 per la sua attività clandestina partigiana. Bariè farà invece molto fatica a ritrovare un ruolo universitario dopo essere stato epurato a guerra finita. Ci riuscirà per poi morire suicida nel 1956. Quanto alla giovane Giuliana, bellissima agli occhi dei due fratelli Cosmacini, il suo destino la porterà su altre rotte.

Come, scoprirà Cosmacini anni dopo, sposare Renato Mieli: fisico, collaboratore dei servizi segreti inglesi, giornalista, militante del partito comunista sino al distacco da Togliatti a causa dei fatti d’Ungheria, giornalista. E sì: padre di Paolo Miele, nato da Giuliana nel 1949.

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