Quei "cani parlanti" di TikTok: dai social agli studi scientifici

I Botton Dog, o cani parlanti in grado di comunicare con l'uomo, sono diventati un vero e proprio fenomeno sui social network tanto da finire oggetto di studi scientifici

Quei "cani parlanti" di TikTok: dai social agli studi scientifici
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Tra i fenomeni che stanno dilagando sul web quello dei Botton dog - o cani parlanti - è sicuramente uno dei più virali. Si parla di numeri impressionati per video nei quali alcuni cani dimostrano di saper comunicare con l'uomo attraverso l'uso di pulsanti, che corrispondono a parole specifiche. Solo per fare un esempio su TikTok l'hashtag #dogbotton ha registrato 295 milioni di visualizzazioni in pochissimi giorni. Un record che parla dell'interesse che c'è attorno a questi animali fenomeno.

I cani parlanti o "cani pulsante" sembrano essere in grado di comunicare con i loro padroni premendo appositi pulsanti identificabili con immagini, simboli o specifica posizione, ai quali corrispondono parole specifiche. Dal saper dire il proprio nome alla richiesta di un biscottino oppure all'esigenza di uscire, i Botton Dog sono diventati un vero e proprio fenomeno sui social network tanto da finire oggetto di studi scientifici.

I am Bunny, il primo cane parlante

Il più famoso cane parlante del web è Bunny, un incrocio tra un Barbone e un Bobtail. L'animale è sbarcato sul web nel 2020 grazie all'account creato dalla sua padrona, Alexis Devine, che vive a Tacoma negli Stati Uniti. La donna ha insegnato al suo cane a comunicare con lei utilizzando pulsanti elettronici, che riproducono parole registrate. Non poche decine di parole, ma oltre cinquanta termini corrispondenti ad altrettanti pulsanti distribuiti su un tappeto, che Bunny utilizza per rispondere o chiedere qualcosa alla sua padrona. L'animale, come si vede dai video che hanno superato duecento milioni di visualizzazioni, è in grado di premere una serie di parole in successione che sembrano formare una frase. Per questo è diventato una vera e propria star in America, con oltre 8 milioni di follower, e la sua padrona ha scritto persino un libro su di lui e su come è riuscita a insegnargli a parlare con l'aiuto dei pulsanti con un approccio educativo.

Sapphie e Botton dog italiani

Bunny è solo il primo di una lunga serie di cani parlanti che sono diventati popolarissimi sul web. Negli Usa anche Sapphie la Pomskij, un cucciolo per metà Husky e per metà Pomerania, è riuscito a diventare una star, parlando con i suoi padroni attraverso l'utilizzo dei bottoni. Con oltre 7 milioni di follower e oltre duecento milioni di visualizzazioni, Sapphie è stata addestrata a rispondere alle domande con l'uso dei pulsanti e a comunicare con brevi parole. Il video dove l'animale preme con la zampa il pulsante "cambio pannolino" per indicare ai suoi padroni che il figlio deve essere cambiato ha collezionato 11 milioni di visualizzazioni; oltre 10 milioni di views invece per il filmato dove Sapphie cerca di calmare il neonato che piange premendo i pulsanti con frasi di conforto. Ma anche l'Italia ha i suoi Botton Dog. I am Sam è un labrador che su TikTok ha un seguito di oltre 200mila fan. Esilaranti le scenette nelle quali chiede un biscottino al suo padrone (3,4 milioni di views) o preme il pulsante "uscire" mettendosi davanti alla porta. Ha superato 16 milioni di visualizzazioni invece il video dei Kira Family, tre pitbull napoletani che vengono addestrati all'uso dei pulsanti per avere un premio in cibo.

Lo studio americano

Il fenomeno dei cani parlanti ha attirato l'attenzione dei ricercatori e in particolare dell'università di San Diego, che ha deciso di iniziare uno studio per capire se davvero i cani possono comunicare in modo significativo con l'uomo attraverso l'uso dei bottoni. Capogruppo della ricerca è l'italiano Federico Rossano, docente di Cognitive Scientist and Conversation Analyst presso l'università di San Diego - e direttore del Comparative Cognition Lab, dove studia la comunicazione e la cognizione negli esseri umani e in altri animali - che sta portando avanti il test su un campione di 10mila cani. L'obiettivo è quello di stabilire se davvero i nostri amici a quattro zampo comunicano con l'aiuto dei pulsanti oppure se li premono in modo casuale. E una prima risposta, in questo senso, è già arrivata.

"Combinano i pulsanti in modo ordinato; non sono casuali e tendono a usare più frequentemente parole come 'cibo', 'acqua', 'gioco' e 'fuori'. Meno popolari i pulsanti sulle emozioni come 'ti voglio bene'", ha chiarito Rossano a Discover Magazine. Insomma, i cani sembrano essere più concentrati sulle questioni pragmatiche, ma lo studio può ancora rivelare molto.

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