
La scoperta dei contenuti presenti su forum sessisti, ha lanciato un allarme tra moltissime donne. Le immagini, spesso tratte da profili social pubblici o da archivi privati trafugati, vengono caricate senza alcun consenso su piattaforme dove vengono sessualizzate, commentate in modo offensivo, o addirittura manipolate. È una forma di violenza digitale che colpisce in silenzio, ma in profondità.
Anche se i siti principali sono stati chiusi o oscurati, le indagini della polizia postale continuano. E la domanda che sempre più donne si pongono è: come capire se le proprie foto sono finite su questi siti.
La nuova frontiera della violenza digitale
Le vittime di questo fenomeno sono spesso donne comuni, inconsapevoli che una propria immagine, magari scattata in spiaggia o in un contesto innocente, sia stata presa da un profilo pubblico e trasformata in materiale da consumo sessuale per sconosciuti. Altre volte, si tratta di foto private condivise in fiducia con un partner, poi pubblicate senza consenso. In entrambi i casi, la violazione è profonda, e non solo digitale. Il danno, infatti, non è solo d’immagine: c'è umiliazione, rabbia, senso di impotenza. E spesso anche paura, per sé e per i propri familiari.
Come scoprire se le proprie immagini sono online senza proprio consenso
Esistono diversi strumenti per fare un primo controllo autonomo e cercare le proprie foto online:
Motori di ricerca
Il primo passo è usare Google (o altri motori) inserendo il proprio nome, cognome e, se si sospetta un sito specifico, anche l’indirizzo del portale (ad esempio: "nome cognome" e sito).
Per ricerche più mirate si possono usare operatori booleani, cioè combinazioni specifiche che filtrano meglio i risultati. Un esempio utile:
nome del sito e "nome e cognome", oppure "cognome e nome" o "nome" e "città" o "cognome" e "città"
Riconoscimento facciale
Se si teme che la propria immagine sia stata usata senza che vi sia il nome associato, si può passare alla ricerca per immagine.
PimEyes: è uno dei pochi software open source che sfrutta il riconoscimento facciale per trovare dove è stata pubblicata una determinata foto online.
Google Immagini: cliccando sull’icona a forma di fotocamera (o usando la funzione “Search by image”), è possibile caricare una foto e vedere se esistono copie online.
Google Alert
Un altro strumento utile è Google Alert: permette di ricevere notifiche ogni volta che il proprio nome appare su nuovi contenuti pubblicati online. Basta inserire il nome completo nella piattaforma (www.google.com/alerts) per essere aggiornati in tempo reale.
Watermark invisibili
Per proteggere le immagini future, è utile usare servizi che inseriscono marcatori invisibili (watermark) nelle foto, rendendole tracciabili nel caso vengano condivise altrove.
Cosa fare se si trovano le proprie immagini in un forum sessista o su un sito porno
Se si scopre che una propria foto è stata usata senza consenso, non bisogna interagire con gli utenti o con gli amministratori del sito: il rischio è esporre ulteriormente la propria identità.
Invece:
Raccogliere le prove: salvare screenshot delle pagine, comprese data, ora e URL completo.
Fare una segnalazione alla Polizia Postale attraverso il portale.
Contattare associazioni di supporto come:
- PermessoNegato
- Telefono Rosa
- Fondazione D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza
Queste realtà offrono assistenza legale, psicologica e tecnica.
Come spiegano gli operatori, “non bisogna mai vergognarsi: la colpa è esclusivamente di chi diffonde contenuti senza consenso”.
Chi rischia cosa: i reati legati a questo fenomeno
Chi pubblica immagini altrui senza consenso, o peggio, le commenta in modo sessista, offensivo o minaccioso, può essere perseguito legalmente. Tuttavia, molti reati sono perseguibili solo su querela della vittima, come la diffamazione.
In casi più gravi, si può configurare:
- Istigazione a delinquere
- Stalking
- Violazione della privacy
- Revenge porn (reato introdotto in Italia nel 2019)
- Vilipendio, se sono coinvolti personaggi pubblici o istituzioni (è il caso della premier Giorgia Meloni, anche lei finita nei thread sessisti di alcuni siti)
Un problema culturale, prima ancora che tecnologico
L’emergere di queste piattaforme rivela un problema culturale profondo: la convinzione che, se una donna pubblica una foto di sé online, allora “se la cerca”.
Una mentalità tossica che ha bisogno di essere scardinata, con l’educazione e con la legge.Nel frattempo, però, è importante informarsi, proteggersi e denunciare. Perché nessuno dovrebbe vedere la propria immagine trasformata in oggetto di desiderio o scherno, senza avere voce in capitolo.